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Obama a Londra si schiera contro la Brexit
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Obama a Londra si schiera contro la Brexit

Il presidente degli Stati Uniti in visita ufficiale in Gran Bretagna invita i cittadini a scegliere di restare nell’Unione europea al referendum del 23 giugno

22 Apr. 2016

Appello del presidente degli Stati Uniti Barack Obama ai cittadini della Gran Bretagna per votare contro la Brexit nel referendum del 23 giugno e di restare all’interno dell’Unione europea.

L’appartenenza all’Unione europea, secondo Obama, ha aumentato il prestigio del Regno Unito nel mondo e ha reso più forte il continente proiettandolo verso il futuro.

Obama, arrivato nella notte a Londra per una visita ufficiale di tre giorni teme che la Brexit possa indebolire l’Occidente, soprattutto nella lotta al terrorismo che, ha sottolineato, è “più efficace”, se condotta insieme a tutti gli alleati europei.

Il presidente americano ha ribadito il legame speciale tra Washington e Londra, un legame forgiatosi sul campo di battaglia, la Seconda Guerra Mondiale, ricordando le migliaia di cittadini americani “sepolti nei cimiteri d’Europa”.

“L’Unione europea non è una minaccia per la leadership globale del Regno Unito, anzi la esalta”, ha scritto in un articolo dal titolo “Come amico, vi dico che l’Ue fa la Gran Bretagna ancora più grande” pubblicato dal Telegraph, giornale conservatore ed euroscettico 

Rivolto ai cittadini del Regno Unito, Obama osserva che “dovrebbero essere orgogliosi che l’Europa unita abbia aiutato a estendere i valori britannici e le sue pratiche – la democrazia, il valore della legge, l’apertura dei mercati – in tutto il continente e nella sua periferia”.

L’opinione della Casa Bianca è un assist importante al premier David Cameron, sostenitore della campagna per il sì all’Unione europea, che incontrerà nel pomeriggio.

Obama è stato invece criticato dai sostenitori della Brexit, primo tra tutti il sindaco di Londra Boris Johnson, dello stesso partito di Cameron, secondo il quale il presidente statunitense non dovrebbe intervenire in questioni interne al Regno Unito con un appello ”incoerente, inconsistente e assolutamente ipocrita”.

Ancora più duro il principale sostenitore della campagna per la Brexit, il leader del partito indipendentista Ukip Nigel Farage, che ha definito Obama “il più anti-britannico presidente americano della storia”.

Invece, sebbene Obama riconosca che spetta agli elettori del Regno Unito decidere sulla questione, rivendica il diritto a dire la sua in nome del “profondo interesse degli Stati Uniti”, economico e politico, all’esito della consultazione di giugno.

Il governo americano, come molte aziende e banche statunitensi, teme infatti che la Brexit possa causare turbolenze nei mercati finanziari e nel commercio globale, diminuire l’influenza degli alleati europei, avviare il disfacimento dell’Unione europea e indebolire il sistema di sicurezza occidentale.

Secondo il fronte del sì, invece, l’appartenenza della Gran Bretagna all’Ue ha incatenato il Regno Unito a un progetto fallito di integrazione europea dominato dalla Germania e, se liberato da questo legame, potrebbe ridare maggiore prosperità alla nazione.

Le proiezioni danno come favorito il campo contrario alla Brexit, ma molti cittadini restano indecisi, soprattutto i più giovani, che potrebbero risultare decisivi per l’esito finale del referendum.

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