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Come un sindaco italiano e 6mila migranti hanno fatto rinascere Riace
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Come un sindaco italiano e 6mila migranti hanno fatto rinascere Riace

Il reportage fotografico di Michele Cirillo dalla cittadina calabrese, che negli ultimi anni ha accolto oltre 6mila richiedenti asilo provenienti da 20 diverse nazioni

16 Apr. 2016

Riace è un comune di 1.726 abitanti della provincia di Reggio Calabria, noto per il ritrovamento, nel 1972, dei famosi Bronzi di Riace, due statue di bronzo di provenienza greca pervenute in un eccezionale stato di conservazione proprio a duecento metri dalle coste di Riace Marina.

Dal 2004, grazie alle politiche di accoglienza del sindaco Domenico Lucano, il paese e in particolare il centro storico ormai spopolato hanno concesso ospitalità a oltre 6mila richiedenti asilo provenienti da venti diverse nazioni, integrandoli nel tessuto culturale cittadino e inserendoli nel mondo del lavoro del piccolo borgo, ridando di fatto alla città di Riace una nuova vita.

Ed è proprio il sindaco Lucano a figurare al quarantesimo posto della classifica dei cinquanta uomini più influenti del mondo stilata dalla rivista americana Fortune.

Il tutto è iniziato nel 1998, con lo sbarco di duecento profughi dal Kurdistan a Riace Marina. L’associazione Città Futura (dedicata al parroco siciliano Don Giuseppe Puglisi, ucciso dalla mafia) ha deciso di aiutare i migranti appena sbarcati dando loro a disposizione le vecchie case abbandonate dai proprietari, ormai lontani dal paese.

Grazie alle sue politiche di inclusione, il primo cittadino di Riace è riuscito a dare ospitalità non solo ai rifugiati (ora 400 in tutto il paese), ma anche a tutti gli immigrati irregolari con diritto d’asilo, mantenendo in vita servizi di primaria importanza come la scuola e finanziando il piccolo comune con micro attività imprenditoriali legate all’artigianato.

Ci sono infatti laboratori tessili e di ceramica, ma anche bar e panetterie per arrivare alla raccolta differenziata porta a porta, garantita da due ragazzi extracomunitari e trasportata attraverso l’utilizzo di asini.

Per sopperire al ritardo dei contributi comunitari, in paese gira una moneta speciale nei tagli da dieci, venti e cinquanta euro, che gli immigrati possono usare per le spese giornaliere aspettando che arrivino i fondi europei.

L’integrazione dei migranti è assicurata da circa settanta mediatori culturali assunti dal comune e facenti parte del sistema Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), nato proprio per proporre, oltre le misure di assistenza e di protezione ai singoli beneficiari, il processo di integrazione sociale ed economica di cui Riace si fa promotrice.

Michele Cirillo, fotogiornalista romano, dopo aver viaggiato in paesi come Messico, Ecuador, Tanzania, Kurdistan, Turchia, Bosnia e Palestina per documentare i cambiamenti geopolitici degli ultimi anni, ha voluto realizzare un reportage anche dal piccolo comune calabrese, e ha condiviso con TPI i suoi scatti.

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