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Dentro una prigione di Panama
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Dentro una prigione di Panama

Lo stato centroamericano ha il tasso di custodia cautelare più alto del mondo: oltre il 60 per cento della popolazione carceraria non ha ancora ricevuto una condanna

16 Apr. 2016

Secondo un rapporto del 2014 di un’organizzazione no-profit Open Society Foundations, lo
stato centroamericano di Panama ha il tasso di detenzione in custodia cautelare
più alto del mondo, con il risultato che più del 60 per cento della popolazione
carceraria non è ancora stato condannato.

A causa del grande sovraffollamento, le prigioni panamensi
sono carenti da ogni punto di vista, con celle allestite senza alcun rispetto
di norme di igiene e di sicurezza. Uno dei penitenziari più colpiti da questa
condizione è quello di La Joya, alla periferia della capitale.

Inoltre, secondo un rapporto del 2014 del dipartimento di
Stato degli Stati Uniti, le lotte interne tra detenuti e la presenza esigua di
guardie fa sì che il rischio per la vita dei prigionieri sia tra i più alti al
mondo.

In questo carcere è possibile incontrare chi, come Carlos
Fuentes, recluso per la falsificazione del suo documento d’identità, è rimasto
bloccato a La Joya per due anni senza essere stato ancora sottoposto al
giudizio di un giudice. Oppure Javier Alvis, un panamense imprigionato senza
condanna da sei anni per presunto possesso di droga.

Nel nuovo sistema giuridico panamense, in fase di attuazione, la
custodia cautelare sarà limitata a un anno di tempo e i detenuti potranno uscire di carcere su pagamento di una cauzione, ma al momento la situazione non è ancora migliorata. Carlos Jasso, fotografo di Reuters, è entrato nel carcere di La Joya per raccontare le condizioni di chi ci vive.

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