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Cosa è successo il 13 aprile nel mondo

Un riassunto semplice e chiaro di quello che è successo oggi nel mondo

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Siria: nelle aree controllate dalle forze governative della Siria, dove risiede circa il 60 per cento della popolazione, si tengono le elezioni parlamentari, considerate illegittime e provocatorie dall’opposizione e dalla comunità internazionale. Il Regno Unito e la Francia le hanno definite “elezioni di facciata” e una “farsa”. Intanto a Ginevra sono ricominciati i negoziati di pace, volti a trovare una soluzione che ponga fine al conflitto in Siria. L’inviato speciale delle Nazioni Unite, Staffan de Mistura, ha avvertito che c’è il bisogno urgente di “compiere passi verso la transizione politica”. 

– Nazioni Unite: il 12 aprile sono iniziati i colloqui informali dell’Assemblea generale con tutti i candidati, che andranno avanti anche oggi, 13 aprile e domani. Dopo la presentazione, a ciascun candidato potranno essere rivolte delle domande, per un totale di 2 ore ciascuno. Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban-ki moon terminerà il suo secondo mandato il 31 dicembre 2016. Il presidente dell’Assemblea generale dell’Onu Mogens Lykketoft ha voluto introdurre una procedura più trasparente per l’elezione del suo successore. 

– Brasile: due partiti della coalizione di governo del presidente del Brasile Dilma Rousseff hanno annunciato che voteranno per il suo impeachment chiesto dalle opposizioni con l’accusa di aver manipolato i conti pubblici allo scopo di nascondere un deficit economico. Il partito progressista (Pp), martedì 12 aprile ha abbandonato la coalizione di governo e ha annunciato che molti dei suoi 47 deputati voteranno per l’impeachment. Anche il partito repubblicano ha chiesto ai suoi 22 deputati di votare contro Rousseff. 

– Iran: nei due giorni di incontri bilaterali in corso fra il premier italiano Matteo Renzi e il presidente iraniano Hassan Rouhani sono stati firmati una serie di importanti accordi di cooperazione in campo culturale, industriale ed economico volti ad avvicinare ancora di più Iran e Italia. I delegati di una delle principali compagnie petrolifere affiliate al ministero del Petrolio, la National Iranian Gas Export Company (Nigc), e l’italiana Eni hanno partecipato nella mattinata di mercoledì 13 aprile all’evento promosso dalla Camera di commercio iraniana a Teheran. 

– Grecia: la polizia macedone ha lanciato gas lacrimogeni per disperdere circa 50 migranti bloccati in Grecia, che cercavano di abbattere una parte del recinto di filo spinato che separa i due paesi. Le tensioni sono aumentate da domenica 10 aprile, quando centinaia di migranti sono stati feriti in scontri con la polizia macedone, che ha usato proiettili di gomma e gas lacrimogeni. Le sommosse sono scoppiate nei pressi del campo improvvisato di Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia, dove 10mila migranti sono bloccati da febbraio, quando i paesi dell’est Europa hanno deciso di chiudere le frontiere impedendo ai migranti di percorrere la rotta dei Balcani per raggiungere l’Europa. 

– Italia: con 367 voti a favore e 7 contrari, il 12 aprile 2016 è stata votata in via definitiva dalla camera la riforma costituzionale, il cosiddetto ddl Boschi. Dal momento che la legge non ha ottenuto la maggioranza dei 2/3, a ottobre la legge verrà sottoposta a referendum popolare, come previsto dall’articolo 138 della Costituzione. In aula al momento del voto sono rimasti solo i deputati della maggioranza e quelli di Ala, Alleanza Liberalpopolare-Autonomie, di Denis Verdini, gli altri sono usciti dopo le dichiarazioni di voto.