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Altri due partiti della coalizione di governo voteranno contro la presidente brasiliana Rousseff

Nei prossimi giorni il voto di impeachment. Il destino politico di Rousseff è appeso a una manciata di voti

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Due partiti della coalizione di governo di Dilma Rousseff hanno annunciato che voteranno per il suo impeachment chiesto dalle opposizioni con l’accusa che la presidente brasiliana avrebbe manipolato i conti pubblici allo scopo di nascondere un deficit economico.

Il partito progressista (Pp), martedì 12 aprile ha abbandonato la coalizione di governo e ha annunciato che molti dei suoi 47 deputati voteranno per l’impeachment.

Anche il partito repubblicano ha chiesto ai suoi 22 deputati di votare contro Rousseff.

Alcune settimane prima il principale partito partner nella coalizione di governo, il Partito del movimento democratico brasiliano (Pmdb) aveva fatto dimettere i sette ministri nel gabinetto della presidente e voterà per la sua destituzione.

La prima votazione dovrebbe avvenire nella “camera bassa” il 16 o il 17 aprile. Sarà necessaria la maggioranza di due terzi, almeno 342 voti per trasferire il procedimento all’altra camera.

Il destino di Rousseff è appeso a una manciata di voti. Ufficialmente 306 deputati sono a favore dell’impeachment, 125 contrari, 40 indecisi e 42 si rifiutano di rispondere. Per respingere l’assalto delle opposizioni la presidente ha bisogno di almeno 173 voti.

Rousseff accusa i suoi nemici di tentare un colpo di stato. In un’intervista ha suggerito che il vice presidente Michel Temer sta lavorando alle spalle per destituirla e assumere così la presidenza ad interim.

I sostenitori di Dilma non ritengono che il crimine commesso dalla presidente sia tale da giustificare un voto di impeachment e lo derubricano a errore politico.

Ma il governo brasiliano ha l’obbligo costituzionale di raggiungere gli obiettivi di budget stabiliti dal Congresso e alcune misure prese da Rousseff sono state dichiarate illegali da una corte federale.

A pesare sul destino della presidente sono tuttavia le accuse di corruzioni che hanno colpito il suo Partito dei lavoratori, incluso il fondatore e ex presidente Luiz Inacio Lula coinvolto nello scandalo

La questione sta dividendo fortemente il paese. A marzo tre milioni di brasiliani hanno marciato in oltre 150 città per manifestare contro il governo. La polizia è stata allertata nel caso scoppiassero scontri tra oppositori e sostenitori di Rousseff il giorno del voto di impeachment.

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