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In Corea del Sud il partito della presidente Park perde la maggioranza alle elezioni

Gli elettori hanno punito il partito di governo Saenuri per la crisi economica, la disoccupazione giovanile e le tensioni con la Corea del Nord

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Il partito al governo in Corea del Sud ha perso la maggioranza parlamentare nelle elezioni di mercoledì 13 aprile. Secondo gli exit poll resta il primo partito nella nazione, ma non ha avuto abbastanza consensi per assicurarsi la metà dei 300 seggi dell’assemblea parlamentare.

L’elettorato ha punito la presidente Park Guen-eye per non essere riuscita in quattro anni a contrastare efficacemente la crisi economica e la disoccupazione e per non aver difeso abbastanza la sicurezza nazionale.

Il partito Saenuri della presidente aveva una maggioranza risicata nell’assemblea parlamentare, con 157 deputati su 292.

Con le elezioni Park sperava di rinforzare la sua posizione, supportata anche dai sondaggi a lei favorevoli e riuscire con una maggioranza più forte ad andare avanti con le riforme prima della fine del suo mandato tra un anno e mezzo.

La Corea del Sud è un sistema presidenziale molto forte, con il capo dello Stato che ha un controllo completo sulla politica interna e internazionale e per questo è limitato a un solo mandato.

Saenuri è un partito di centro destra e ha un forte supporto elettorale tra gli elettori anziani e i nazionalisti, favorevoli a dure posizioni nei confronti della Corea del Nord, soprattutto a seguito delle tensioni degli ultimi mesi dopo i quattro test nucleari a febbraio e il lancio di un missile il mese scorso da parte di Pyongyang.

Secondo gli exit poll diffusi dall’emittente pubblica KNS, Saenuri dovrebbe ottenere tra i 121 e i 143 seggi, mentre il principale partito di opposizione oscillerebbe tra i 101 e i 123 seggi.

Tuttavia le opposizioni difficilmente riusciranno a costruire al ballottaggio un fronte credibile, a meno che non riescano a portare alle urne i tanti elettori disillusi.

La Corea del Sud, quarta economia dell’Asia, nel 2015 è cresciuta del 2,6 per cento e il tasso di disoccupazione giovanile ha raggiunto il 12,5 per cento a febbraio, il più alto valore da quando il governo ha iniziato a registrarlo nel 1999.