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L’artista palestinese che dipinge sulle foglie di fico d’India
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L’artista palestinese che dipinge sulle foglie di fico d’India

Ahmad Yaseen ha scelto queste piante simbolo di tenacia e robustezza, capaci di adattarsi a tutti i climi, per raccontare la sofferenza palestinese. Lo abbiamo contattato

13 Apr. 2016

Ahmad Yaseen è un artista palestinese e pubblica ogni giorno sulla propria pagina Facebook i suoi dipinti. Non si tratta di oli su tela né tanto meno di quadri dipinti ad acquarello. La sua particolare arte, che gli permette di contraddistinguersi, risiede soprattutto nella scelta della materia prima attraverso cui dare vita alle sue creazioni: le piante di fico d’India. 

La tela è sostituita dai rami spinosi e carnosi della pianta utilizzati come base. Con un pennello e una tavolozza di colori acrilici, Ahmad realizza così i suoi dipinti. 

I colleghi della facoltà di arte dell’università di An-Najah, nella città palestinese di Nablus, in Cisgiordania, hanno descritto Ahmad come un “artista geniale” che impressiona non solo per le sue grandi doti da pittore, ma anche per il suo modo di esprimere la sofferenza del popolo palestinese. 

L’artista palestinese ha spiegato che la sua arte non mira a dipingere martiri, né tanto meno le scene di conflitto fra israeliani e palestinesi. “Vorrei ritrarre elementi che forniscono anche un barlume di speranza e non solo di disperazione”, ha precisato Ahmad. “Un artista deve avere una vista a volo d’uccello, ampia e chiara. Ed è quello che io faccio”. 

Nei suoi dipinti nulla sembra essere lasciato al caso, a partire dalla scelta non casuale della materia prima che mai nessuno prima d’ora aveva mai preso in considerazione. Gli alberi di fico d’India crescono spontaneamente nel villaggio di Asira ash-Shamaliya, incastonato fra le montagne vicino a Nablus, dove l’artista risiede.

La pianta è il simbolo della natura selvaggia. Cresce ovunque e si adatta a tutte le condizioni atmosferiche. Tenace e forte, difficile da sradicare. “Questa pianta è senza dubbio lo strumento migliore per raccontare le vicende palestinesi”, ha precisato Ahmad.

L’immagine più rappresentativa della sequenza di disegni che Ahmad Yaseen ha concesso di pubblicare su TPI è quella che ritrae i due neonati: uno dorme cullato da una mano adulta e un altro viene allattato dalla madre. Qui è simboleggiata la forza della vita umana che nasce e cresce. 

Un’altra immagine che salta all’occhio è il ritratto della donna anziana, che socchiude gli occhi e stringe la chiave simbolo del ritorno. I rami del fico d’India che abbracciano il viso della vecchia sembrano una kefiah. La fronte solcata dalle rughe simboleggiano le difficoltà della vita, ma nel contempo la sua mano afferra saldamente la chiave. 

Ciò che colpisce osservando tutti i disegni è la precisione dei particolari, alcuni dei quali sembrano essere quasi reali, come la toppa di una porta nella quale è inserita una chiave, simbolo piuttosto ricorrente nei dipinti di Ahmad. “La chiave rappresenta la speranza”. 

Ahmad ha sottolineato come ogni opera richieda ore e talvolta anche giorni per essere completata. Per assicurarsi le materie prime di cui disporre, l’artista ha iniziato a piantare delle piante di fichi d’india nei pressi della sua abitazione. 

Ironia della sorte, le piante di fico d’India sono anche un argomento di disputa fra israeliani e palestinesi. Gli ebrei nati in Israele si definiscono “sabra”, appropriandosi delle proprietà della pianta: grossolana, robusta, tenace all’esterno, ma morbido e dolce al suo interno. 

“I palestinesi non sanno cosa vuol dire vivere tranquillamente e nemmeno i sabra. Questo è il motivo per cui i suoi rami forti sono in grado di trattenere i colori acrilici. Allo stesso modo noi palestinesi siamo in grado di sopportare le innumerevoli difficoltà”. 

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