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Cosa è successo il 12 aprile nel mondo

Un riassunto semplice e chiaro di quello che è successo oggi nel mondo

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Italia: il cofondatore del Movimento 5 stelle, Gianroberto Casaleggio, è morto a Maccagno, un paese in provincia di Varese, all’età di 61 anni, dopo una lunga malattia. Era definito il “guru” del movimento fondato insieme al comico Beppe Grillo. Cominciò la sua carriera alla Olivetti. Nel 2004 ha fondato la Casaleggio Associati s.r.l., società informatica ed editoriale che si occupava di consulenze e curava il blog di Beppe Grillo. 

– Iran: il primo ministro italiano Matteo Renzi ha iniziato la sua visita ufficiale in Iran, dove ha già incontrato il presidente Hassan Rouhani. La visita arriva a meno di tre mesi da quella di Rouhani a Roma, dello scorso 25 e 26 gennaio, quando la decisione di coprire le statue dei musei capitolini aveva tanto fatto discutere. Ad accompagnare Matteo Renzi, la ministra dell’istruzione Stefania Giannini, il viceministro dello sviluppo economico Ivan Scalfarotto e l’amministratore delegato dell’Eni, Claudio de Scalzi. Il presidente del Consiglio italiano è il primo leader occidentale a recarsi in visita in Iran dopo la fine delle sanzioni. 

– Austria: Vienna introdurrà controlli più severi alla frontiera del Brennero con l’Italia dal primo giugno, come parte della risposta sempre più dura del paese alla crisi migratoria dell’Unione Europea. Lo ha annunciato il ministro della Difesa austriaco, Peter Hans Doskozil. Aveva già annunciato la costruzione di una recinzione di 250 metri lungo il confine, con punti per la registrazione dei migranti. 

– Nigeria: gli attacchi suicidi di Boko Haram che impiegano minori sono aumentati di 11 volte in Africa nel corso dell’ultimo anno. Tantissimi sono stati gli attentati in cui bambini e specialmente bambine, in media di 8 anni, si sono fatti esplodere nelle scuole e nei mercati. Attacchi del genere si sono diffusi anche oltre i confini della Nigeria. Lo ha detto Laurent Duvillier, portavoce regionale dell’Unicef. Secondo il rapporto “Beyond Chibok” dell’Unicef, un attentatore su cinque è un bambino. 

– Turchia: due soldati sono rimasti uccisi e quasi 50 persone ferite nell’esplosione di un’autobomba vicino alla base della gendarmeria turca di Hani, nella parte sudorientale della Turchia. Le forze di sicurezza hanno riferito martedì 12 aprile 2016 che l’attacco è avvenuto nel corso della notte. Un grosso veicolo carico di esplosivo è stato condotto all’interno della base verso il dormitorio che ospita le famiglie del personale di sicurezza. L’esplosione ha rotto le finestre e distrutto i tetti degli edifici. 

– Libano: una bomba, piazzata sotto un’automobile, ha ucciso un funzionario del movimento palestinese al-Fatah nella città meridionale libanese di Sidone, martedì 12 aprile 2016. La vittima è Fathi Zaydan, responsabile del campo profughi di Mieh Mieh, a quattro chilometri da Sidone, che ospita circa 5.250 rifugiati palestinesi. 

– Afghanistan: i Taliban hanno annunciato l’inizio della loro “offensiva primaverile” martedì 12 aprile 2016, minacciando operazioni su vasta scala contro le postazioni delle forze governative. Il gruppo estremista punta a espellere il governo internazionalmente riconosciuto e sostenuto dalle potenze occidentali tramite attacchi suicidi e azioni di guerriglia. Solo pochi giorni fa il segretario di stato americano John Kerry si era recato in visita a Kabul per confermare il sostegno degli Stati Uniti al governo di unità nazionale guidato dal presidente Ashraf Ghani. 

– Siria: un elicottero da combattimento russo è precipitato nella provincia di Homs. I corpi dei due piloti, morti nello schianto, sono stati recuperati e portati nella base militare russa di Hmeymim, nella provincia di Latakia. Il ministero della difesa russo riferisce che il mezzo non è stato abbattuto e che una squadra di specialisti è stata incaricata di investigare le cause dell’incidente.

– Brasile: una commissione del Congresso ha votato per l’impeachment contro la presidente brasiliana Dilma Rousseff, con 38 voti a favore e 27 contro. Adesso toccherà alle due camere del Congresso ratificare o meno il procedimento. La camera bassa voterà il 17 o il 18 aprile. Sarà necessaria la maggioranza dei due terzi (342 voti) per poter poi trasferire il procedimento in senato. La questione sta dividendo fortemente il paese, la polizia è allertata perché numerose sono le proteste di massa scoppiate nella capitale e in altre città. La sera dell’11 aprile, migliaia di sostenitori di Rousseff si sono radunati a Rio de Janeiro. 

– Medio Oriente: secondo un sondaggio i giovani arabi ripudiano l’Isis. Circa la metà dei giovani intervistati vede nel sedicente Stato islamico la sfida più grande della regione, ma il califfato è il sintomo di un malessere diffuso. La scarsità di opportunità lavorative è una delle ragioni del successo del califfato.

– Repubblica Democratica del Congo: l’Organizzazione mondiale della sanità ha segnalato un’epidemia di febbre gialla che ha causato la morte di 21 persone. Nel paese africano sono stati registrati oltre 150 presunti casi. Nella vicina Angola, la malattia ha colpito 1.600 persone e ha causato 225 decessi.