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Gli effetti dell’Lsd sul cervello scoperti per la prima volta
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Gli effetti dell’Lsd sul cervello scoperti per la prima volta

I ricercatori dell'Imperial College di Londra hanno osservato gli effetti della droga psichedelica sull'attività cerebrale attraverso una serie di esperimenti

12 Apr. 2016

I ricercatori dell’Imperial College di Londra, in
collaborazione con la Fondazione Beckley, hanno recentemente osservato per
la prima volta gli effetti dell’Lsd sul cervello umano attraverso una serie di
esperimenti.

Il team guidato da Robin Carhart-Harris e David Nutt, del
Dipartimento di Medicina e Neuropsicofarmacologia presso l’Imperial College, ha
somministrato a venti volontari sani una dose da 75 microgammi di dietilammide-25
dell’acido lisergico, meglio noto come Lsd, uno degli allucinogeni più noti al mondo.

Poi, attraverso tecniche di imaging di ultima generazione, ovvero di visualizzazione delle
attività cerebrali, hanno osservato quali fossero gli effetti rispetto ad altri
volontari che avevano invece assunto un placebo.

Fonte: Imperial College London

I risultati, pubblicati negli atti della National Academy of Sciences (Pnas), rivelano per la prima volta dopo circa cinquant’anni di studi
ciò che accade nel cervello quando le persone sperimentano le allucinazioni
visive provocate dalla droga in questione.

In condizioni normali, per esempio, le informazioni che
arrivano ai nostri occhi dall’esterno vengono elaborate da una parte del
cervello situata nella parte posteriore della testa, la corteccia visiva. Al
contrario, quando i volontari hanno assunto Lsd, molte altre aree del cervello contribuivano
all’elaborazione dei dati visivi.

Il dottor Carhart-Harris ha spiegato: “Normalmente il
nostro cervello è costituito da reti indipendenti che svolgono funzioni
distinte specializzate, come la visione, il movimento e l’udito, mentre sotto
Lsd queste funzioni diventano più integrate. In questo modo si viene a creare
quell’effetto di ‘ego-dissoluzione’ che fa perdere il proprio normale senso di
sé e lo sostituisce con una temporanea riconnessione con se stessi, con gli
altri e con la natura”.

Secondo il dottore che ha guidato il team, il cervello sotto
Lsd assomiglia a quello dei bambini, più libero, iper-emotivo e fantasioso, e i
prossimi esperimenti serviranno a capire l’effettiva possibilità di effetti
terapeutici delle droghe psichedeliche per persone con disturbi psichiatrici o
fisici.

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