Me

Cosa è successo il 9 aprile nel mondo

Un riassunto semplice e chiaro di quello che è successo oggi nel mondo

Immagine di copertina

Corea del Nord: il leader nordcoreano Kim Jong Un ha supervisionato il test di un nuovo motore per un missile balistico intercontinentale (Icbm), in grado di raggiungere le coste degli Stati Uniti. Il test è stato condotto in una stazione missilistica sulla costa occidentale. La Corea del Sud e gli Stati Uniti hanno mostrato scetticismo sulle affermazioni della Corea del Nord sui rapidi progressi nei suoi programmi nucleari e missilistici. La tensione è rimasta alta nella penisola coreana dopo il test nucleare e il lancio di un razzo a lungo raggio a gennaio e febbraio del 2016, e dopo che le truppe della Corea del Sud e degli Stati Uniti hanno condotto esercitazioni congiunte su larga scala. 

– Francia: dopo le manifestazioni di fine marzo contro la proposta di riforma del lavoro del governo, in Francia è emersa una nuova forma di protestaSi tratta di raduni notturni nelle piazze di diverse città, cui partecipano migliaia di cittadini – studenti, giovani famiglie, lavoratori, pensionati – che si riuniscono spontaneamente per dare voce alle proprie preoccupazioni e denunciare tutto quello che, secondo loro, proprio non funziona. Sono assemblee spontanee, né guidate né sostenute da sindacati o partiti, sono l’espressione della partecipazione diretta. In francese, lo hanno chiamato Nuit debout e potrebbe essere associato al movimento Occupy americano o agli Indignando spagnoli 

– Portogallo: il ministro portoghese della Cultura Joao Soares è rimasto vittima dei social media, o meglio, dell’uso improprio e sconsiderato delle piattaforme social. Soares, figlio di un ex presidente del Portogallo, ha manifestato sulla propria pagina Facebook il suo risentimento nei confronti dei giornalisti Augusto Seabra e Vasco Pulido Valente, autori di un asprissimo editoriale sul quotidiano Publico, scrivendo che gli avrebbe volentieri assestato una sonora sberla. 

– Yemen: sospetti militanti di al Qaeda nel sud dello Yemen hanno sequestrato e giustiziato 17 soldati fedeli al presidente yemenita Abd-Rabbu Mansour Hadi. I soldati sono stati sequestrati durante il viaggio dal porto meridionale di Aden verso la provincia di al-Mahra nello Yemen orientale. Da lì sono stati portati in una zona isolata e giustiziati da un plotone di esecuzione. Altri soldati sono rimasti feriti nell’agguato e altri ancora sono riusciti a fuggire. 

– Somalia: un’autobomba fuori da un ristorante nella capitale somala, Mogadiscio, ha ucciso tre persone e ne ha ferite altre cinque. L’attacco non è stato ancora rivendicato, ma in passato episodi simili sono stati attribuiti ad Al-Shabaab, un gruppo militante vicino ad al Qaeda. 

– Siria: le forze dei ribelli siriani della coalizione del sud hanno conquistato Talis, una roccaforte dell’Isis nella provincia di Daraa, nella Siria meridionale, vicino al confine con la Giordania e alle alture del Golan occupate da Israele. Il 7 aprile l’Isis aveva perso anche al-Rai nella provincia di Aleppo, al confine con la Turchia.

– Afghanistan: il Segretario di Stato americano John Kerry si è recato a sorpresa in Afghanistan per mostrare il suo sostegno al governo e per cercare di disinnescare una crisi politica. La visita non annunciata arriva in un momento difficile per l’Afghanistan, con il governo del presidente Ashraf Ghani indebolito da lotte intestine tra rivali politici, dalla crisi economia e dai talebani, più forti che mai. Il portavoce del Dipartimento di Stato americano John Kirby, ha detto che Kerry avrebbe “ribadito il sostegno degli Stati Uniti” al governo e alle sue forze di sicurezza.

– Egitto: durante una visita al Cairo, capitale egiziana, il re saudita Salman ha annunciato che l’Arabia Saudita e l’Egitto collaboreranno alla costruzione un’imponente infrastruttura: un ponte sul Mar Rosso che colleghi i due paesi e faciliti lo scambio commerciale. L’Arabia Saudita e altri paesi del golfo hanno versato miliardi di dollari nelle casse del presidente Abdel Fattah al-Sisi, che ha preso il controllo del paese nel 2013 dopo aver esautorato il leader dei fratelli musulmani Mohamed Morsi. 

– Gibuti: Ismail Omar Guelleh ha vinto le elezioni a Gibuti con l’87 per cento dei voti a favore, ottenendo così un quarto mandato presidenziale di cinque anni. Il ministro dell’Interno ha annunciato che il candidato dell’opposizione Omar Elmi Kaireh, del partito Unione per la salvezza nazionale è arrivato secondo, con il 7 per cento, 9.400 dei 133,356 voti espressi. Circa 3.844 schede elettorali sono state dichiarate non valide.