Me

Da oggi in Colombia i gay possono sposarsi

Sei giudici costituzionali su nove si sono espressi a favore dei matrimoni gay. Nel 2015 la corte costituzionale aveva già permesso le adozioni omosessuali

Immagine di copertina

La Corte costituzionale colombiana ha dato il via libera ai matrimoni omosessuali in Colombia, una nazione tradizionalmente conservatrice e a maggioranza cattolica.

Sei giudici su nove hanno votato contro la legge attualmente in vigore che prevede che a contrarre il matrimonio possano essere solo coppie eterosessuali e che assegna al parlamento e non alla corte costituzionale il compito di legiferare sulla materia. 

“Ai gay devono essere garantiti gli stessi diritti degli eterosessuali e quindi anche la possibilità di contrarre matrimonio”, ha commentato Alberto Rojas, uno dei giudici che si è espresso a favore dei matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Un piccolo gruppo di manifestanti si è riunito davanti alla corte per celebrare la decisione: “Questa decisione dice a tutti i conservatori che i diritti e l’uguaglianza non possono essere bloccati. Ma la lotta davanti a noi è ancora lunga”, sostiene l’attivista Luis Felipe Rodriguez.

Adesso la Colombia è la quarta nazione dell’America Latina a permettere i matrimoni gay, insieme a Argentina, Brasile e Uruguay. Messico City e altri stati del Messico hanno approvato leggi che permettono matrimoni omosessuali e la corte costituzionale ha stabilito che dovranno essere applicate a livello nazionale.

Per la prima volta nel 2011 la corte costituzionale colombiana aveva riconosciuto le coppie omosessuali come famiglie e aveva ordinato al parlamento di approvare una legge che riconoscesse loro gli stessi diritti delle coppie eterosessuali.

Se il parlamento non fosse riuscito a passare una legge sul tema entro il giugno 2013, le coppie gay avrebbero potuto automaticamente formalizzare la loro unione davanti a un giudice o un notaio.

Ma i principi stabiliti dalla corte erano vaghi e molte coppie sono rimaste in un limbo normativo.

Nel nel 2015 la corte costituzionale aveva già autorizzato le adozioni per le coppie gay, ma un senatore ha proposto un referendum popolare per abrogare la legge. Adesso gli attivisti temono la stessa sfida per i matrimoni omosessuali.

Secondo un’indagine condotta da un’università di Bogotà di orientamento conservatore, nella capitale il 70 per cento dei residenti è contrario all’adozione per le coppie omosessuali e il 57 per cento disapprova i matrimoni gay.