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Trovata la strada percorsa da Annibale per attraversare le Alpi
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Trovata la strada percorsa da Annibale per attraversare le Alpi

Gli scienziati avrebbero individuato il percorso grazie a tracce di escrementi risalenti a oltre due millenni fa attribuibili ai cavalli cartaginesi

06 Apr. 2016

Il passaggio di Annibale attraverso le Alpi con al seguito 37 elefanti nel 218 a.C. durante la Seconda Guerra Punica è un momento storico talmente noto per la sua singolarità da essere quasi proverbiale. Tuttavia, fino a oggi non è noto quale fosse il valico alpino attraversato in pieno inverno dal generale cartaginese.

Oggi, a oltre due millenni dallo storico evento, un team internazionale di studiosi guidati dal microbiologo britannico Chris Allen della Queen’s University di Belfast potrebbe averlo trovato analizzando alcune tracce di antichi escrementi che potrebbero, a quanto pare, essere stati lasciati dagli animali al seguito dell’esercito di Annibale.

Per il momento non è stata trovata alcuna traccia dei celebri elefanti, ma gli studiosi hanno riferito di esserne alla ricerca. Tuttavia, le ricerche basate su analisi microbiologiche e chimiche ambientali hanno permesso di trovare, 40 centimetri sotto la superficie del Colle delle Traversette, in Piemonte, al confine con la Francia, un’ampia quantità di escrementi animali – compatibili con quelli equini – risalenti a oltre duemila anni fa.

Secondo gli studiosi si potrebbe trattare di sterco prodotto dalla cavalleria che hanno attraversato le Alpi al seguito di Annibale.

L’episodio del passaggio delle Alpi da parte del generale cartaginese Annibale risale, come già detto, al 218 a.C., durante la Seconda Guerra Punica. In quell’occasione il condottiero, partendo dai territori controllati da Cartagine in Spagna, avrebbe cercato di raggiungere l’Italia per affrontare i Romani sulla penisola con il maggior numero di forze possibili.

Questo significa che, varcato il fiume Rodano nel sud della Francia, avrebbe attraversato le Alpi, con oltre 15mila tra cavalli e muli e 37 elefanti. Tuttavia, fino a oggi non si sapeva quale valico avesse attraversato per superare la catena montuosa.

Varcate le Alpi, Annibale inflisse ai Romani una serie di dure sconfitte: prima sul Ticino, poi sul Trebbia, sul Trasimeno e a Canne, dove secondo gli storici greci e romani avrebbe ucciso tra i 45mila e i 70mila soldati dell’esercito di Roma.

Fermatosi successivamente a Capua, Annibale iniziò a subire dai Romani una lenta guerra di logoramento, guidata dal generale Quinto Fabio Massimo, noto per questa sua tattica come “il temporeggiatore”.

La nuova tattica portò i Romani a sovvertire l’esito della guerra: aprirono nuovi fronti, che permisero la conquista della Spagna, della Sardegna e della Sicilia, e cacciarono Annibale definitivamente dalla penisola, vincendo la Seconda Guerra Punica.

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