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Polemica in Francia sull’obbligo per le hostess Air France di indossare un foulard in Iran
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Polemica in Francia sull’obbligo per le hostess Air France di indossare un foulard in Iran

La compagnia di bandiera transalpina è stata bersaglio di diverse proteste a causa delle linee-guida comunicate alle sue dipendenti riguardo alla tratta Parigi-Teheran

06 Apr. 2016

In Francia si è da poco conclusa una polemica tra la compagnia di bandiera Air France e il sindacato degli assistenti di volo, per via della richiesta dell’azienda alle sue hostess di indossare il velo sulla nuova tratta per l’Iran.

Il 18 marzo la società ha infatti diffuso una nota interna rivolta ai suoi dipendenti con delle linee-guida per l’abbigliamento da utilizzare sui voli per Teheran, che inizieranno il prossimo 17 aprile: tra le indicazioni, la richiesta che le donne “indossino pantaloni durante il volo, e una giacca larga e un foulard che copra i capelli all’uscita dall’aereo”.

Questo ha scatenato le ire del Sindacato nazionale degli assistenti di volo (SNPNC), che venerdì 1 aprile ha riportato ai media francesi le lamentele di diverse dipendenti di Air France disturbate dalla richiesta, e allarmate dal fatto che la compagnia, invece di lasciare libertà di coscienza, abbia parlato di sanzioni per chi si rifiutasse di seguire le indicazioni.

Air France ha inizialmente risposto dichiarando che “La legge iraniana impone l’uso del velo in tutti i luoghi pubblici a tutte le donne presenti sul suo territorio. Quest’obbligo, che non vale in volo, è rispettato da tutte le compagnie aeree internazionali che servono gli aeroporti iraniani”.

Inoltre, la compagnia ha fatto presente che l’uso del velo per il personale femminile non è una novità neanche per la stessa Air France, visto che lo stesso obbligo valeva per i voli diretti a Teheran fino al 2008, quando i collegamenti con Parigi furono interrotti a causa delle sanzioni internazionali contro la Repubblica Islamica.

Il caso ha però avuto una certa risonanza in Francia, dove il dibattito sulla laicità, sulla difesa dei costumi europei e sul ruolo dell’Islam nella vita pubblica è da tempo al centro dell’attenzione, soprattutto dopo i recenti attacchi di Parigi.

Al momento è illegale in Francia indossare un velo integrale che copra il volto in pubblico, e capi d’abbigliamento riconducibili a uno specifico credo – come il velo musulmano, le grandi croci cristiane e le papaline ebraiche – sono vietati nelle scuole pubbliche.

Florian Philippot, un politico del Front National di Marine Le Pen, ha scritto su Twitter al riguardo: “Air France non sarà mai Air Burka: sostegno alle hostess!”.

Anche la pagina di Facebook della compagnia aerea è stata bersaglio di molti attacchi, con messaggi come “Air France, rappresentate la capitolazione dell’Europa. Dovreste vergognarvi”.

C’è anche chi però, come Bruno Le Maire, politico repubblicano, ha difeso la posizione della compagnia di bandiera, sostenendo che “In Iran, che ci piaccia o no, il velo viene indossato. È semplicemente così che stanno le cose, è parte della tradizione di Teheran e degli iraniani”.

Dopo le polemiche sull’uso del velo, lunedì 4 aprile i vertici di Air France hanno ceduto alle richieste, concedendo al personale il diritto di rifiutare i turni sulla tratta Parigi-Teheran, con soddisfazione dei sindacati che avevano protestato.

“Quando una hostess o una pilota saranno assegnate a un volo per Teheran, Air France darà loro la possibilità di rifiutarsi e di essere assegnate a un altro volo. Chi vorrà usufruire di questo sistema dovrà indicare in anticipo il suo rifiuto di indossare il velo, attraverso una procedura che verrà loro indicata”.

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