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Spari vicino al Congresso di Washington, minaccia sventata
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Spari vicino al Congresso di Washington, minaccia sventata

Fermato l'aggressore, un poliziotto ferito. La situazione è tornata alla normalità

28 Mar. 2016

Spari vicino a Capitol Hill, sede del Congresso Usa a Washington. I colpi sono stati avvertiti nel centro visitatori lunedì 28 marzo.

Secondo le prime notizie riportate dai media Usa, l’aggressore è stato fermato e arrestato.

Un poliziotto è rimasto ferito ma le sue condizioni non sono gravi. Anche l’assalitore avrebbe riportato ferite e è stato trasportato in ospedale.

Per precauzione il Campidoglio e la Casa Bianca erano stati chiusi ed isolati dopo la notizia degli spari. La situazione è tornata alla normalità.

La polizia ha fatto sapere che “si è trattato di un episodio isolato” e non c’è “nessuna minaccia per la sicurezza pubblica”.

I lavori al Congresso sono interrotti per le vacanze pasquali, ma alcuni membri dello staff erano all’interno dell’edificio.

Per entrare nel Campidoglio i visitatori devono passare sotto un metal detector e non sono permesse armi.

Secondo le prime ricostruzioni e le informazioni fornite dalla polizia l’uomo sarebbe entrato nel centro visitatori di Capitol Hill sparando contro l’agente ferito che avrebbe immediatamente risposto al fuoco.

Nel 1998 un aggressore sparò e uccise due poliziotti in servizio al Campidoglio. Il centro visitatori dove è avvenuta la sparatoria è stato creato come ulteriore misura di sicurezza dopo quell’incidente e può ospitare fino a 4.000 persone al giorno.

É stata invece smentita la notizia che un uomo abbia provato a entrare nella Casa bianca.

In questo periodo Washington ospita circa un milione e mezzo di turisti che visitano la città durante le quattro settimane del Cherry Blossom Festival.

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