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L’Iraq seppellisce le sue vittime

Molte delle vittime dell'attacco del 25 marzo a Iskandariya erano ragazzi di età compresa tra i 10 e i 16 anni

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In Iraq si sono tenuti i funerali delle vittime dell’attacco suicida avvenuto il 25 marzo durante una partita di calcio nella città di Iskandariya che ha ucciso almeno 32 persone.

Molte delle vittime erano ragazzi di età compresa tra i 10 e i 16 anni. L’attentato era stato rivendicato dal sedicente Stato Islamico. 

Il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, in Iraq per colloqui con il governo, ha espresso le sue condoglianze alle famiglie delle vittime.

“Vorrei cogliere l’occasione per esprimere le mie più sentite condoglianze al popolo e al governo dell’Iraq, e in particolare i membri delle famiglie colpite dagli attacchi terroristici di ieri”, ha detto ai giornalisti a Baghdad.

Ban Ki-moon ha esortato i leader iracheni a intensificare gli sforzi di riconciliazione tra sciiti e sunniti.

L’attacco di venerdì è accaduto in Iskandariya, una città prevalentemente sciita città a sud della capitale, Baghdad.