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Il giorno dopo l’arresto, Salah Abdeslam parla
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Il giorno dopo l’arresto, Salah Abdeslam parla

Accusato di stragi terroristiche, ha ammesso che anche lui sarebbe dovuto saltare in aria, ma cambiò idea. Ora vuole collaborare, ma rifiuta la richiesta d'estradizione

19 Mar. 2016

Salah Abdeslam, l’unico sopravvissuto fra gli attentatori degli attacchi di Parigi del 13 novembre 2015, è accusato di “stragi terroristiche e partecipazione ad attività di un gruppo terroristico”.

Il giorno dopo la sua cattura e il conseguente arresto – avvenuti il 18 marzo 2016 durante un blitz delle forze speciali nel distretto di Molenbeek, a ovest di Bruxelles – Abdeslam ha riferito alle autorità che collaborerà con la giustizia.

Costretto nel letto di un ospedale di Bruxelles, dove ha passato la notte dopo essere stato colpito a una gamba nel corso di uno scontro a fuoco con gli agenti della polizia, oggi Abdeslam ha parlato per la prima volta, ammettendo ufficialmente di aver preso parte agli attacchi di Parigi il 13 novembre.

L’uomo che fino a ieri era il fuggitivo più ricercato d’Europa (latitante da oltre quattro mesi) ha riferito che anche lui sarebbe dovuto saltare in aria la notte di Parigi, come avvenuto per altri suoi compagni, ma poi cambiò idea. Anche il fratello di Abdeslam prese parte agli attentati che causarono la morte di 130 persone. 

Ora si attende che l’uomo venga trasferito in un carcere di massima sicurezza a Bruges. Successivamente dovrebbe essere estradato in Francia.

Insieme ad Abdeslam è stato anche incriminato il complice Amine Choukri, noto come Monir Ahmed Alaaj (l’uomo aveva documenti di identità falsi con questi due nomi), fermato ieri a Molenbeek. Choukri è accusato di aver aiutato Abdeslam a sottrarsi alle ricerche.

Secondo le autorità, l’arresto di Abdeslam è un colpo importante inferto all’Isis in Europa e potrebbe rivelarsi fondamentale per smantellare altre cellule terroristiche presenti sul territorio

È CACCIA ALL’UOMO IN EUROPA 

L’Interpol ha invitato gli stati membri dell’Unione europea a innalzare il livello di vigilanza nei controlli alle frontiere perché si teme che gli altri complici di Abdeslam, affiliati all’Isis, possano tentare la fuga in Europa in seguito alla volontà da parte dell’attentatore di collaborare con le autorità.

Nella lista dei “ricercati numero uno” c’è ancora un cittadino belga di 31 anni, Mohamed Abrini, ripreso da una telecamera di sorveglianza mentre era in macchina con Abdeslam, due giorni prima degli attacchi di Parigi.

Il giudice istruttore belga non ha ancora convalidato l’arresto di Abdeslam, decidendo invece di porlo “sotto mandato d’arresto”, ovvero in stato di detenzione provvisoria, prolungando di fatto il fermo per altri cinque giorni.

L’ESTRADIZIONE 

L’avvocato che difende Abdeslam, Sven Mary, ha dichiarato che si batterà per far sì che il suo assistito non venga estradato in Francia, così come vorrebbero le autorità francesi e come espressamente richiesto dal presidente Francois Hollande.

Secondo alcuni esperti, il tentativo di procrastinare l’estradizione sarebbe un modo da parte dell’avvocato per preparare al meglio la difesa di Abdeslam.

Ma la Francia ha già emesso un nuovo mandato di cattura per velocizzare la procedura di estradizione dell’uomo.

Un accordo del 2002 approvato tra gli stati membri dell’Ue fa sì che le procedure di estradizione oggi siano molto più brevi per crimini gravi come il terrorismo internazionale. Pertanto, si crede che i tempi entro i quali si arriverà all’estradizione di Abdeslam saranno tutto sommato relativamente brevi.

“Faremo in modo di rispondere a questa richiesta d’estradizione il più favorevolmente possibile in virtù degli accordi internazionali”, ha assicurato il ministro degli Esteri belga, Didier Reynders, ipotizzando un possibile arrivo di Abdeslam a Parigi “nelle prossime settimane”.

Oggi, 19 marzo 2016, a Parigi si è riunito il Consiglio della Difesa presieduto dal capo di stato francese Hollande per fare il punto sulle operazioni di polizia e sulla lotta al terrorismo in Francia in seguito all’arresto di Abdeslam e dei suoi complici.

Le autorità belga e francesi hanno definito la cattura di Abdeslam come uno snodo cruciale per arrivare a una conclusione degli attacchi di Parigi: tutti gli attentatori sono stati identificati, uccisi o si sono fatti saltare in aria. 

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