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Cosa è successo il 18 marzo nel mondo

Un riassunto semplice e chiaro di quello che è successo oggi nel mondo

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Attentati di Parigi: Salah Abdeslam, uno dei responsabili degli attentati di Parigi in cui morirono 130 persone, è stato catturato vivo durante un blitz della polizia nel distretto di Molenbeek, a ovest di Bruxelles. Il ministro della Giustizia belga ha confermato l’avvenuta cattura dell’uomo più ricercato d’Europa, in fuga da quattro mesi. Qui un riassunto della cattura di Abdeslam.

Europa: i 28 paesi membri dell’Unione europea hanno raggiunto l’accordo sui migranti con la Turchia. Il vertice di Bruxelles iniziato ieri, aveva lo scopo di trovare un piano condiviso. Il piano entrerà in vigore da domenica 20 marzo. L’accordo proposto prevederebbe di rimandare in Turchia tutti i migranti arrivati in Grecia. In cambio l’Unione europea potrebbe offrire aiuti finanziari alla Turchia e l’accesso senza bisogno di visto per i paesi Schengen ai suoi cittadini. 

– Belgio: le impronte digitali trovate nell’appartamento di Bruxelles perquisito tre giorni fa, martedì 15 marzo, dalla polizia belga appartengono a Salah Abdeslam, uno dei membri del commando responsabile degli attacchi di Parigi. Inoltre, fanno sapere i poliziotti, l’uomo di origine marocchina ucciso nel blitz era nella lista dei ricercati per gli attentati del 13 novembre. 

– Turchia: quattro persone sono state uccise in due diverse sparatorie ad Ankara, in Turchia. La capitale turca era stata colpita appena cinque giorni fa da un’attacco terroristico che aveva provocato la morte di 37 persone. Un agente ha ucciso una poliziotta nel quartiere di Dikmen. In un altro incidente, non correlato con il primo, un uomo ha ucciso suo fratello e sua cognata e poi si è tolto la vita. Nessuno degli omicidi ha legami con atti di terrorismo. 

– Arabia Saudita: Ryad ha annunciato di voler ridimensionare l’impegno militare in Yemen. La coalizione guidata dai sauditi e sostenuta dagli Stati Uniti e da altri paesi arabi è intervenuta nel paese del golfo circa un anno fa, per dare il suo sostegno al governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale. L’annuncio arriva a qualche giorno dall’attacco in un mercato nel distretto di Mustaba, nella provincia di Hajja, a nord della capitale Sanaa, che ha provocato oltre quaranta morti. L’area è sotto il controllo dei ribelli sciiti Houthi. 

– Stati Uniti: gli Stati Uniti hanno accusato il sedicente Stato islamico di aver commesso un vero e proprio genocidio contro yazidi, cristiani e musulmani sciiti. Il segretario di Stato americano, John Kerry, non ha specificato se un’accusa del genere potrebbe portare o meno a un cambiamento della politica americana in Medio Oriente. Ha chiesto intanto una indagine internazionale indipendente e accuse penali contro i responsabili delle atrocità.