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Una mostra fotografica per raccontare Glastonbury, la Woodstock britannica

Con lo scopo di raccogliere fondi per i rifugiati di Calais, a Bristol un'esibizione fotografica celebra il festival musicale che si tiene dal 1971 nel Somerset

Immagine di copertina

Il festival di Glastonbury, che si svolge ogni anno a
Pilton, nella regione del Somerset in Gran Bretagna, è uno degli eventi
musicali più noti al mondo, che raduna ogni estate centinaia di migliaia di
spettatori e offre la possibilità di apprezzare dal vivo i più grandi
artisti del rock mondiale.

Ora una mostra fotografica temporanea intitolata Pilton Pop – A Photographic History of
Glastonbury Festival
, che si terrà al Loco Klub di Bristol dal 18 al 20
marzo, si propone di raccontare la storia di questo evento, dalla prima
edizione del 1971, in piena era hippie, all’ultima svoltasi lo scorso anno.

L’esibizione-lampo, che durerà solo il tempo di un
fine settimana, non sarà solo una celebrazione dell’evento, degli artisti e dei
fan che hanno partecipato negli anni, ma avrà anche uno scopo più concreto: il
ricavato dei biglietti d’ingresso sarà infatti devoluto ai rifugiati di Calais
e Dunkerque.

Iniziato nel 1970 come un free festival nella fangosa campagna inglese, sulla scia di Woodstock
e dell’Isola di Wight, Glastonbury ha avuto solo alcune sporadiche edizioni
negli anni d’oro dell’era del classic rock, per poi cominciare a diventare un
appuntamento annuale a partire dal 1981.

All’epoca gli spettatori furono solo
18mila, ma nel giro di pochissimi anni il grande prato e il palco piramidale fecero
sempre più breccia nel cuore degli appassionati di rock, arrivando ad attrarre
fino a 150mila spettatori, e coinvolgendo ogni anno le più grandi star
del panorama musicale, nonché gli esordienti più promettenti.

Nel corso degli anni chiunque abbia avuto un ruolo di peso
nel rock internazionale ha calcato quel palco: uno dei primi grandi nomi fu David Bowie, ancora semi-esordiente, nel 1971. Poi, una lista
infinita di nomi appartenenti ai più disparati generi: gli U2, i Cure, Elvis
Costello, gli Oasis, i Radiohead, gli Who, gli Arctic Monkeys, i Blur, Bruce
Springsteen, Neil Young, i R.E.M., Bob Dylan, Johnny Cash, Amy Winehouse, i Foo
Fighters, gli Smiths e moltissimi altri.

Nonostante tutto, però, al di là della musica che viene suonata sui palchi del festival, il vero spettacolo è spesso dato dagli spettatori, che si accampano per giorni con le loro tende, vestono nelle maniere più originali e cercano di convivere con l’onnipresente fango, in alcuni casi decidendo di usarlo come piscina naturale. 

Nella gallery, una selezione delle foto che appariranno alla
mostra di Bristol e che raccontano più di quarant’anni di cultura rock.