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Le copertine più censurate della storia del rock

La rivista musicale NME ha stilato sul suo sito un elenco dei dischi che hanno avuto più problemi con la censura a causa delle immagini scelte per le loro copertine

Immagine di copertina

La storica rivista musicale britannica NME ha stilato sul suo sito un elenco dei dischi che nel corso della storia del rock hanno avuto più problemi con la censura, in particolare a causa dei contenuti rappresentati sulle loro copertine.

Da John Lennon a Jimi Hendrix, dai Roxy Music agli Strokes, sono molti gli artisti che negli anni hanno voluto provocare il pubblico con immagini controverse a causa di contenuti sessuali, violenti o scioccanti in generale.

In alcuni casi i dischi, a causa di denunce e proteste, hanno dovuto addirittura sostituire le copertine incriminate, facendo sì che le prime edizioni diventassero rare e ricercatissime; in altri, si è trattato di più ordinarie proteste da parte di rivenditori commerciali, spesso grandi magazzini, ai quali un adesivo sulle parti scabrose delle immagini è bastato per risolvere la polemica.

Tra i casi più famosi, quello di Diamond Dogs di David Bowie, in cui l’illustrazione di un uomo-cane con il volto dello stesso Bowie fu modificata per far sì che i genitali dell’animale non fossero visibili, oppure Electric Ladyland di Jimi Hendrix, che vedeva in copertina un gruppo di donne nude e fu sostituito dal volto in primo piano del chitarrista.

Celebre anche la copertina della raccolta dei Beatles (oggi introvabile) Yesterday and Today, del 1966, che vedeva i quattro di Liverpool sporchi di sangue e vestiti da macellai, con bambolotti simili a bambini decapitati vicino a loro. 

Anche i rivali Rolling Stones ebbero i loro problemi con la censura, nonostante la loro provocazione sarebbe al giorno d’oggi risibile, quando nel 1968 Beggar’s Banquet (l’album di Symphaty for the Devil) comparve con la toilette vandalizzata di un locale in copertina. Gli Stones dovettero cedere alle proteste dei negozianti e ristamparono l’album come se fosse un elegante biglietto d’invito su fondo bianco.