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Negli Stati Uniti le donne musulmane imparano a difendersi da sole

La crescente sensazione di insicurezza causata dall'islamofobia rampante ha spinto alcune donne musulmane a prendere lezioni di karate

Immagine di copertina

A Washington, Stati Uniti, una ventina di donne musulmane che indossano il velo hanno deciso di rivolgersi a un’istruttrice di difesa personale, preoccupate dalla crescente retorica anti-musulmani che aleggia nel paese.

L’istruttrice Rana Abdelhamid, una donna egiziano-americana cintura nera di karate, insegna loro come difendersi da un possibile aggressore.

Abdelhamid è anche un’attivista per i diritti umani, è musulmana ed è nata nel Queens, a New York. Durante le sue lezioni, invita le sue allieve a lanciare forte il grido di battaglia di questa arte marziale: “Kiai!”, e le donne lo fanno, chi più timidamente, chi meno.

L’iniziativa lanciata da Abdelhamid per le donne musulmane è una delle tante fiorite in tutti gli Stati Uniti da quando la comunità musulmana ha cominciato a sentirsi sotto attacco.

Un sentimento che la retorica del candidato presidenziale repubblicano Donald Trump non ha fatto che intensificare, soprattutto con la provocazione lanciata a dicembre 2015 di vietare l’ingresso negli Stati Uniti ai musulmani.

“Potreste essere attaccate in qualsiasi momento. Potreste essere spinte giù dal marciapiede nella metropolitana”, dice Abdelhamid durante la lezione, sottolineando che il velo e lo hijab a volte possono trasformare le donne musulmane in facili bersagli.

Una delle donne che partecipano alla lezione, Kristin Garrity Sekerci, un’americana convertita all’Islam, spiega che sente il bisogno di imparare a difendersi in caso di attacco.

“Siamo facili da individuare, non è giusto ma è la realtà. Perciò, dobbiamo essere pronte ad affrontare situazioni del genere”, dice la donna, che lavora per la Islamophobia-tracking Bridge Initiative della Georgetown University di Washington.

La Bridge Inititive sostiene che i musulmani degli Stati Uniti sono oggi cinque volte più a rischio di essere vittime di crimini d’odio di quanto non lo fossero prima dell’11 settembre 2001.

I gruppi in difesa dei musulmani come il Consiglio sulle relazioni tra America e Islam (Cair) riferisce che i crimini contro i musulmani sono triplicati da quando terroristi islamici hanno compiuto gli attacchi di Parigi a novembre e due estremisti musulmani hanno innescato una sparatoria a San Bernardino, in California, a dicembre.

Cair ha rilevato che circa l’80 per cento delle vittime dei crimini d’odio contro i musulmani sono donne. “In questa società, c’è davvero bisogno che le donne musulmane imparino a difendersi”, ha dichiarto il portavoce di Cair, Ibrahim Hooper.

Tra le allieve di Abdelhamid c’è una giovane palestinese che lavora al Pentagono e una donna yemenita di mezza età che sta imparando l’inglese.

“Senti una scarica di adrenalina che corre lungo il corpo e ti viene voglia di conquistare il mondo”, dice Hind Essayegh, originaria dell’Afghanistan, dopo la lezione. “Ti fa sentire forte”.

(qui sotto un breve video sul corso di difesa personale tenuto da Rana Abdelhamid)