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La donna musulmana che rifiutò di togliere il niqab per testimoniare rischia l’arresto

La donna aveva accusato di molestie un uomo ma di fronte al tribunale di Monaco, in Germania, aveva rifiutato di mostrare il proprio volto al giudice per motivi religiosi

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Nel marzo del 2015, Amira Behari, una donna musulmana di 43 anni, era comparsa presso il tribunale di Monaco con indosso il niqab, per testimoniare contro un uomo accusato di averla molestata in una stazione ferroviaria.

L’uomo, identificato come Kai.O, l’avrebbe aggredita verbalmente e le avrebbe detto di tornare nel suo paese d’origine.

Il giudice Thomas Mueller aveva detto all’udienza di novembre di voler vedere il viso della donna per poter “leggere le sue emozioni” e pronunciarsi sul caso.

Behari aveva rifiutato di togliersi il niqab, dicendo che l’Islam le proibisce di mostrare il volto a uomini che non appartengono alla sua famiglia e aveva aggiunto: “Alla fine del mondo sarà Dio a vedermi. Non voglio farlo”.

In tribunale indossava un niqab, che copre interamente il volto lasciando solo una fessura per gli occhi. Indossava anche guanti e un lungo cappotto di pelle.

Il giudice Mueller ha ritenuto di dover ritirare l’accusa contro l’uomo. Ma l’assoluzione ha spinto giudici e procuratori tedeschi a fare appello, sostenendo che Mueller non ha concesso alla donna un processo equo e che il caso deve essere riesaminato. La causa è stata quindi rinviata al 17 marzo 2016.

La procura ha chiesto un parere ad alcuni esperti del Corano, i quali hanno detto che una donna può togliersi il niqab davanti alle autorità giudiziarie come magistrati e forze dell’ordine sulla base di determinate esigenze.

Se Amira Behari continuerà a non volersi togliere il niqab, rischia una multa o addirittura un periodo di detenzione.