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Le dieci scrittrici di colore e asiatiche che dovreste conoscere
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Le dieci scrittrici di colore e asiatiche che dovreste conoscere

L'industria editoriale statunitense è dominata per il 79 per cento da autori bianchi e occidentali

08 Mar. 2016

Nel mese di gennaio, uno studio promosso dalla casa editrice statunitense Lee and low books, specializzata nella pubblicazione di libri per ragazzi e romanzi di autori e autrici di colore, ha dimostrato che il 79 per cento dell’industria editoriale in America è dominata da scrittori e scrittrici bianchi. L’indagine ha mostrato una mancanza di diversità nel settore editoriale, per cui la maggior parte di coloro che acquistano libri sono bianchi e gli innumerevoli romanzi esposti sugli scaffali delle librerie appartengano per lo più a scrittori bianchi. 

Al di fuori del settore editoriale di massa, ci sono tuttavia molti autori e autrici  stranieri e di colore che trovano poco spazio sui ripiani delle librerie convenzionali, ma che meritano di essere presi in considerazione. Scrittrici brillanti pronte a invadere il mercato editoriale virtuale. Ne abbiamo scelto dieci. 

1. Helen Oyeyemi: scrittrice britannica di origine nigeriana, ha scritto il suo primo romanzo La bambina Icaro nel 2005, mentre era ancora una studentessa delle scuole superiori. Il suo ultimo romanzo è What is not yours is not yours (Ciò che è tuo non è tuo) uscito l’8 marzo. Un insieme di racconti giocosi, ambiziosi e squisitamente immaginati, abilmente costruiti intorno all’idea di una serie di chiavi, sia in senso letterale sia metaforico. La chiave di una casa, la chiave che apre un cuore, la chiave segreta e speciale che apre una biblioteca o un giardino dove due amanti vanno incontro al loro destino e chiavi che chiudono una porta e che ne aprono tante altre. Il romanzo affascina poiché cerca di esplorare le innumerevoli e possibili risposte che giungono ogni volta che una porta, un cuore o uno scrigno si aprono.

2. Kaitlyn Greenidge: scrittrice esordiente con il suo primo romanzo We love you, Charlie Freeman. I protagonisti del suo racconto sono i componenti della famiglia Freeman: madre, padre e due figlie adolescenti, Charlotte e Callie. I quattro un giorno ricevono un invito per partecipare a un esperimento di ricerca promosso dal Honey Bee Institute del Massachussetts. La famiglia Freeman dovrà vivere in un appartamento nel campus universitario con Charlie, un giovane scimpanzé abbandonato dalla madre. Dovranno comunicare con lui nella lingua dei segni, nel tentativo di accoglierlo come nuovo membro della loro famiglia. Ma Charlie, indifeso e ingenuo, non si abituerà mai a quel nuovo nucleo familiare fatto di uomini bianchi, e pian piano si sentirà sempre più tagliato fuori dalla società. La potenza del romanzo risiede nel talento narrativo dell’autrice. Quella che sembra essere una storia di madri e figlie e di rapporti fra sorelle, di amori adolescenziali e di cattiva condotta, diventa invece un’esplorazione provocatoria e convincente del fallimento dell’America nel trovare un linguaggio adeguato con il quale rivolgersi a tutti in maniera indiscriminata. 

3. Roxane Gay: autrice afro-americana di best seller spesso recensiti sul New York Times, nel suo ultimo romanzo Hunger in uscita a giugno, l’autrice indossa i panni della femminista radicale. Descrivendo il suo corpo come “selvaggiamente indisciplinato”, Roxane coglie la tensione fra il desiderio e la negazione del cibo, che si riflette sul corpo e sulla cura di sé. Affamata esplora il suo passato, compresa la violenza devastante subita da adolescente che ha rappresentato anche il punto di svolta nella sua vita. Trascina così i suoi lettori lungo il suo viaggio personale e intimo per capire e salvare se stessa. Con il candore della sua forza e la sua vulnerabilità che l’hanno resa una delle scrittrici più ammirate della sua generazione, Roxane esplora cosa vuol dire imparare a prendersi cura di sé stesse. Nutrire il proprio corpo e la propria anima affamata, allo stesso modo di quando il nostro corpo richiede del cibo per sopravvivere. Il cibo dell’anima è l’amore.  

4. Nayomi Munaweera: originaria dello Sri Lanka e naturalizzata in America, già autrice di un romanzo dal titolo Island of a thousand mirrors. Il 26 febbraio è uscito il suo ultimo racconto What lies between us, un libro che catturerà il lettore e non lo lascerà andare. La storia è raccontata come se fosse la confessione di una donna che ha appena commesso un crimine orribile. Una storia personale, la sua stessa storia. Nayomi è nata in un paese collinare dello Sri Lanka e cresciuta circondata da una famiglia amorevole. Ma anche in mezzo a questo paradiso, si nascondono le ombre e le paure. Quando la tragedia colpisce lei e la madre, le due donne sono costrette a emigrare in America. Qui la giovane Nayomi si reinventerà adeguandosi alle mode e alle abitudini proprie degli adolescenti americani. Ma il suo passato la segue ovunque, anche nell’età adulta. In questo nuovo paese di libertà, tutto quello che ha costruito comincia a sgretolarsi intorno a lei, e la sua presa sulla realtà diventa sempre più tenue. Quando il passato e il presente si scontrano, si vede costretta a una scelta terribile.

5. Jhumpa Lahiri: scrittrice britannica ma di origine indiana. il 9 febbraio è uscito il suo ultimo libro, In other words, che segna il suo debutto nella saggistica. L’opera è una rivelazione. Si tratta in fondo di una storia d’amore, di un lungo e talvolta difficile corteggiamento, e di un ossessione che rasenta l’ossessione: quella di uno scrittore per un’altra lingua. Un libro del tutto originale sull’esilio, sull’amore quasi morboso per una nuova lingua, scritto con un’intensità e una chiarezza che si accostano allo stile narrativo di Vladimir Nabokov. Un atto sorprendente di auto-riflessione. 

6. Leila Aboulela: scrittrice sudanese e autrice del romanzo The kindness of enemies, ispirato alla vita di un leader musulmano, l’Imam Shamil. Sullo sfondo della sua narrazione si staglia Natasha, metà russa e metà sudanese, insegnante di storia che si sta occupando della vita di un leader musulmano del Diciannovesimo secolo, che aveva guidato la resistenza anti-russa nella guerra del Caucaso. Nel corso delle sue ricerche, Natasha scopre che uno dei suoi allievi discende dal leader guerriero e ne possiede la spada di inestimabile valore. È così che la storia dell’Imam prende vita ed è così che Natasha è costretta ad affrontare i problemi che aveva a lungo cercato di evitare, ossia fare i conti con la sua cultura musulmana. Raccontato con eleganza inimitabile di Aboulela e narrato dal punto di vista sia di Natasha che dei personaggi storici di cui si sta occupando, è al tempo stesso una storia avvincente che si inserisce nel periodo storico dell’11 settembre 2001. 

7. Jung Yun: originaria della Corea del Sud e naturalizzata americana, l’autrice è all’esordio con il suo primo romanzo dal titolo Shelter. Il protagonista del suo racconto è Kyung Cho, un giovane padre di famiglia soffocato dai debiti e costretto a vivere con i suoi genitori, che da bambino non hanno mai mostrato un legame d’affetto con lui. La famiglia si ritrova così sotto lo stesso tetto per la prima volta dopo decenni. Kyung è pertanto costretto ad affrontare i fantasmi della sua infanzia e il suo difficile rapporto con il padre. 

8. Petina Gappah: scrittrice dello Zimbabwe. Il suo ultimo romanzo si intitola The book of memory, ossia il libro della memoria. Un romanzo inquietante e nel contempo avvincente. Nelle sue pagine si snodano le memorie e i racconti di una donna albina condannata per omicidio, e costretta a vivere isolata dal resto del mondo in un carcere di massima sicurezza in Zimbabwe. Il punto cruciale dell’intero racconto è il momento in cui la protagonista riacquista la sua memoria e ricorda di aver ucciso il suo padre adottivo. 



9. Han Kang: scrittrice sud coreana e autrice del romanzo The vegetarianun racconto allegorico ambientato in Corea del Sud. Yeong-hye e suo marito sono persone normali. Lui è un impiegato con ambizioni moderate e modi miti, lei è una moglie banale che pensa solo al dovere. Ma la routine del loro matrimonio si interrompe quando Yeong-hye decide di diventare vegetariana. In Corea del Sud, dove il vegetarismo è un atto raro e dove i costumi sociali vengono rispettati in maniera rigorosa, la sua decisione genera uno sconvolgimento familiare e sociale. La sua ribellione passiva si manifesta in forme sempre più bizzarre e spaventose, che spingono il marito blando ad atti di sadismo sessuale. Le sue crudeltà la spingono sull’orlo del suicidio. Lei seduce inconsapevolmente il marito di sua sorella, un video maker, diventando così il fulcro delle sue opere sempre più erotiche e sgangherate. The vegetarian è un romanzo sulla moderna Corea del Sud, ma anche un racconto sulla vergogna e sul desiderio di spezzare le catene sociali. 

10. Ingrid Betancourt: il suo romanzo d’esordio è una miniera d’oro per tutti i lettori. The blue line racconta la storia di una giovane donna, Julia, terrorizzata da visioni di eventi terribili, che si innamora di un rivoluzionario. I due insieme progetteranno una pericolosa missione per sconvolgere il loro governo. 

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