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Quando gli oggetti mettono ansia

Un fotografo londinese ha realizzato una serie di immagini che attraverso semplici oggetti inanimati provocano in chi le guarda forti sensazioni d'ansia

Immagine di copertina

La rivista di fotografia e moda Kinfolk ha recentemente pubblicato un’edizione dedicata al tema
dell’adrenalina, e alle emozioni forti che essa offre a chi vive esperienze al
limite.

L’adrenalina scorre nel nostro sistema nervoso autonomo quando si prevede che qualcosa di pericoloso stia per accadere, non quando quel qualcosa sta già accadendo. Quest’offensiva ormonale fu uno strumento essenziale di sopravvivenza per i nostri antenati, che in caso di minacce immediate li rendeva più fisicamente preparati ad affrontare il pericolo lottando o fuggendo.

Nella rivista, però, l’argomento non viene trattato solo dal
punto di vista delle emozioni estreme e del rischio: è infatti presente anche
un servizio fotografico intitolato In Anxious Anticipation, del fotografo londinese Aaron Tilley in collaborazione
con lo scenografo Kyle Bean, in cui la tensione e l’ansia vengono trasmesse
attraverso semplici oggetti inanimati di uso quotidiano.

Infatti, per provare una sensazione di pericolo imminente non è necessario essere personalmente coinvolti nell’evento rischioso, ma basta anche semplicemente pensare (o essere indotti a pensare, come in questo caso) a un momento ricco di sensazioni ansiogene per sentire quel brivido.

In queste foto è l’anticipazione di alcune “piccole
catastrofi” che dà allo spettatore una sensazione di disastro imminente e di forte
rischio, nonostante si tratti di danni davvero poco rilevanti: un uovo in
procinto di cadere a terra, una goccia d’inchiostro su una camicia bianca, un
palloncino pronto a scoppiare.

In questo modo, quelle che potrebbero essere “nature morte” prive
di emozioni forti sono in grado di creare un carico d’ansia notevole in chi è
facilmente propenso a provare questo sentimento.