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La donna inglese che vive nel 1939

Joanna Francis da dieci anni vive come se fosse rimasta all'epoca della Seconda guerra mondiale

Immagine di copertina

Joanna Francis, 41 anni, vive nel pittoresco villaggio di Burton-upon-Stather, nel nord della contea di Lincolnshire, in Inghilterra. La sua abitazione è una riproduzione esatta di come si viveva negli anni a cavallo della Seconda guerra mondiale. Lei stessa ha impostato il suo stile di vita e le sue abitudini quotidiane al periodo bellico, dal 1939 in poi.

Difatti, non possiede un televisore e l’ultima volta che ha usato una lavatrice è stato un decennio fa. Non ha nemmeno la patente e si serve di una bici del 1937 per raggiungere il posto di lavoro.

Quando qualcuno le chiede se possiede un computer, Joanna risponde di non sapere cosa sia.

Nel suo mondo, tutto è fermo al 1939. Non solo gli interni della sua abitazione, dove i vetri delle finestre sono protetti da nastri anti bomba, ma anche i suoi abiti sono tipici di quel periodo. Come la divisa militare da Land Girl, composta da salopette o pantaloni a coste di velluto e camicetta, di moda all’epoca.

Quando decise di trasferirsi nella sua casa attuale, l’arredamento era troppo moderno per i suoi gusti. Decise così di rinunciare a un bagno, sostituendo il wc con un secchio di latta, e il riscaldamento centralizzato con una vecchia stufa a carbone. “Sicuramente nel 1939 non tutte le abitazioni avevano un bagno, né tanto meno un idromassaggio”.

L’unica concessione derivante dalla vita moderna che si permette, è un telefono cellulare per necessità legate al suo lavoro, ma anche in questo caso la suoneria è impostata sul suono di una sirena di un allarme aereo. 

Joanna racconta di essere stata sempre attratta dal periodo della guerra fin da bambina. Confessa di sentirsi a suo agio nei musei di storia sociale. Le ragioni di questa ossessione profonda e radicata nascono probabilmente dall’assenza di una famiglia, come lei stessa ammette, dicendo di vivere molto meglio in un mondo di asciugacapelli in bachelite e di sapone fenico.

“Mi ricordo che quando camminavo nei musei mi sentivo come se fossi a casa. Ho cominciato la raccolta di pezzi di antiquariato dell’epoca da bambina, ma solo quando mi sono trasferita qui dieci anni fa, tutto quello che immaginavo è diventato anche uno stile di vita a tempo pieno”.

La donna non si è limitata a eliminare ogni traccia di vita moderna dagli interni, ma ha portato un tocco di guerra anche in giardino con l’installazione di un rifugio.  

Quasi tutte le sere Joanna trascorre le serate ascoltando i dischi di George Formby, celebre suonatore di ukulele e intrattenitore britannico, o leggendo libri tutti incentrati sulle storie della seconda guerra mondiale, 

“Questa casa non è un museo. Tutte le stoviglie sono lì per essere utilizzate e i libri per essere letti. Non vivo in una teca di vetro. So che può sembrare stupido, ma ho pensato che ci fossero persone molto simili a me. E mi ha sorpreso non trovarne nemmeno una. Ho incontrato tante persone con i miei stessi gusti, ma per loro è solo un hobby. Io trascorro 24 ore al giorno, sette giorni su sette, immedesimandomi nella vita che avrei potuto vivere se fossi nata in quel periodo. Molti che vengono a farmi visita pensano che io nasconda un forno a microonde in un armadio oppure un televisore. Ma non è così”.

L’unica cosa che Joanna rimpiange di non riuscire a trovare è un uomo. “Mi piacerebbe incontrare qualcuno. Ho avuto alcuni ragazzi, ma so di essere una novità per loro, e quando la curiosità per il tipo di vita che conduco svanisce, spariscono anche loro”.