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Le ultime foto di una città mineraria abbandonata a causa dell’inquinamento

Una fotografa ha raccontato gli ultimi giorni di vita di una città del Kansas prima che gli abitanti fossero costretti a trasferirsi per motivi ambientali

Immagine di copertina

La fotografa newyorchese Dina Kantor ha deciso di realizzare
un reportage sulla città di Treece, in Kansas, una ex città mineraria ora svuotata
dei suoi abitanti a causa dell’inquinamento prodotto in passato.

L’epoca più fiorente per la città è stata la prima metà del
Novecento, quando, a causa della necessità di minerali utili alla prima e alla
seconda guerra mondiale come piombo, zinco e ferro, la popolazione toccava i
ventimila abitanti.

Superata però l’emergenza bellica, e la successiva decadenza
dell’industria mineraria in tutti gli Stati Uniti, Treece ha finito per
svuotarsi dei suoi abitanti, e le cose sono peggiorate quando nel 2010 la città
è stata ufficialmente dichiarata “chiusa per contaminazione da piombo” a causa dei
molti decenni di sfruttamento minerario, e lo stato del Kansas ha invitato
tutti i suoi residenti a trasferirsi.

La fotografa ha quindi voluto documentare nel corso di due anni l’esigua comunità degli ultimi abitanti in attesa di lasciare le proprie case, visto che Treece
è ormai ufficialmente una città fantasma per il governo americano. Il suo
lavoro è quindi un’indagine sull’impatto ambientale ed economico del passato sugli
individui e il paesaggio del presente, ma anche un archivio di qualcosa che ora non esiste più.

Dice Kantor: “Ho cominciato a fare foto quando agli abitanti
di Treece era stato appena detto che il governo avrebbe concesso una buonuscita
per aiutarli a trasferirsi. I loro occhi esprimono l’esitazione, la paura, e,
per alcuni, l’entusiasmo per il futuro. Mentre il tempo passava e mettevano in
valigia le loro cose, la tristezza era visibile in molti di loro. Ho
fotografato la demolizione del municipio appena un giorno dopo aver visto la
torre d’acqua della città rovesciata a terra, e ho visto un paesaggio un tempo
rigoglioso trasformato in un luogo arido e desolato”.