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Ricordando Lucio Dalla

Il primo marzo del 2012, tre giorni prima del suo sessantanovesimo compleanno, moriva uno dei più amati cantautori italiani: 5 canzoni di 5 diverse città in suo ricordo

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Il primo marzo 2012, tre giorni prima del suo sessantanovesimo compleanno, moriva a Montreux, in Svizzera, il cantautore italiano Lucio Dalla.

Artista amatissimo da diverse generazioni di fan, era nato a Bologna il 4 marzo 1943 (proprio come il titolo di una sua celebre canzone), e ha segnato con le sue note, i suoi testi e la sua personalità più di quarant’anni di musica italiana, lasciando un’eredità enorme di canzoni entrate nell’immaginario collettivo.

Da Anna e Marco a L’anno che verrà, da Balla balla ballerino a Piazza Grande, sarebbe difficile scegliere i suoi brani più rappresentativi in mezzo a una produzione sterminata e ricchissima di successi.

Ecco quindi una selezione di cinque suoi brani uniti da un unico tema: ognuna è dedicata o associata a una città diversa, rifacendosi all’amore di Dalla per la vita girovaga e per il viaggio.

MILANO

Un pezzo del 1979 tratto da quello che è forse l’album più bello del cantautore emiliano, l’omonimo Lucio Dalla. Su una musica dagli accenti jazzati e quasi cinematografica nella sua capacità evocativa, Dalla tratteggia il ritratto a metà tra l’affettuoso e lo spietato di una città che all’epoca vedeva l’alba di una rinascita economica e politica che avrebbe poi portato negli anni Ottanta alla cosiddetta “Milano da bere”.

LA SERA DEI MIRACOLI

Di questa canzone Dalla ha detto: “Roma è una delle città più belle del mondo, se non la più bella. È una gigantesca opera d’arte. In più ha una capacità unica di cavalcare le proprie energie positive e negative. Per questo la amo. Ho scritto quella canzone dopo un giro sui set dell’Estate Romana insieme a Renato Nicolini. Dopo 4 o 5 bicchieri di vino, io che sono astemio, ho impiegato ore per tornare a casa in sella alla mia vecchia moto Ducati… Era una città stellare, oggi è incupita, ma è un segno dei tempi. L’allegria non la regalano più”.

WASHINGTON

Più che dedicata alla città omonima, questo pezzo del 1984 usa la capitale statunitense come simbolo della Guerra Fredda tra URSS e Stati Uniti, che in quegli anni, prima del disgelo e della caduta del Muro, toccava alti livelli di tensione. Dalla descrive uno scenario di guerra futuristico, in cui un pilota giapponese si dirige col suo aereo verso la costa americana, ormai ridotta a un cumulo di macerie.

DARK BOLOGNA

Nonostante non sia tra le sue canzoni più famose, questo pezzo del 2006 è uno dei ritratti più affettuosi e ironici che Dalla abbia dedicato alla sua città, mescolando la nostalgia per l’infanzia (“figurine, piedi sporchi e ancora i compiti da fare”), la descrizione dei difetti cittadini (“entrando dentro al centro, l’auto si rovina un po’/Bologna: ogni strada c’è una buca”) ma anche i piccoli riti sempre uguali (“Aspetto mezzanotte, che il giornale comprerò/”Lo stadio”, “Il trotto”, “Il Resto del Carlino”./Piove molto forte ma tanto non mi bagnerò/c’è un bar col portico, mi faccio un cappuccino”).

CARUSO

Uno tra i pezzi più noti di Dalla, che sebbene sia dedicato a un personaggio storico, il celebre tenore Enrico Caruso, e non a una città, prende spunto e cita nel testo una città italiana: Sorrento. Il cantautore scrisse infatti la canzone dopo che un guasto alla sua imbarcazione lo aveva costretto a pernottare presso l’Hotel Excelsior Vittoria di Sorrento, nella suite dove il tenore aveva vissuto gli ultimi mesi prima di morire nel 1921. Quando qualcuno, durante il soggiorno, raccontò a Dalla dell’amore di Caruso per una giovane allieva, nacquero i commoventi passaggi del testo dedicati a questa passione nata di fronte al golfo.

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