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Duplice attentato colpisce un mercato di Baghdad, sono 70 le vittime

Sono almeno 100 i feriti nell'attacco più sanguinoso dall'inizio dell'anno. L'Isis rivendica l'attentato con un messaggio online

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Sono almeno 70 le vittime del duplice attentato suicida che domenica 28 febbraio ha colpito un quartiere a maggioranza sciita di Baghdad. Fonti della polizia locale hanno reso noto che i kamikaze erano in sella ad una moto quando si sono avvicinati al mercato di telefonia mobile di Sadr City, nella periferia occidentale della capitale irachena, e si sono fatti esplodere. 

In quel momento, il mercato era piuttosto affollato e l’esplosione ha provocato più di 100 feriti, oltre ai morti. Un testimone oculare ha raccontato all’agenzia Reuters di pozze di sangue, sandali, scarpe e telefoni cellulari disseminati per terra sul luogo dell’attentato. 

La zona è stata temporaneamente isolata per evitare altri attacchi.

In un comunicato diffuso on line, i miliziani dell’Isis si sono detti responsabili degli attacchi e hanno lanciato un messaggio duro e sprezzante contro i musulmani sciiti. “Le nostre spade non cesseranno di tagliare le teste dei miscredenti, ovunque essi siano”. 

La giornata di domenica è stata segnata da numerosi e sanguinosi attacchi da parte dell’Isis.

Altre 17 persone, in gran parte militari, sono rimaste uccise nell’assalto a un centro di comando di Abu Ghraib, nella zona occidentale della capitale irachena, noto per il suo carcere che fu teatro di abusi e torture commessi dagli americani ai danni dei prigionieri iracheni. 

Secondo quanto riportato da fonti locali, tre attentatori suicidi a bordo di un auto si sono fatti esplodere aprendo così la strada all’assalto dei miliziani, armati con lanciagranate e fucili automatici. 

I combattimenti si sono prolungati per diverse ore e hanno provocato la morte di 17 fra i militari delle forze di sicurezza irachene e gli alleati, e 14 vittime fra i gruppi di miliziani armati. 

Intanto le forze irachene si preparano all’assalto finale contro Mosul, roccaforte del sedicente Stato Islamico, a 400 chilometri a nord di Baghdad, con il supporto dei militari turchi dislocati a nord della città e con il sostegno della coalizione a guida statunitense che bombarda gli avamposti dell’Isis, al fine di respingere la loro avanzata. 

 Ma i miliziani che detengono ancora il controllo della città, stanno cercando di rafforzare la loro presenza prendendo di mira le comunità sciite in Iraq. 

Il primo ministro iracheno, Haider al-Abadi, ha dichiarato che gli attacchi di domenica sono una risposta alle recenti sconfitte inflitte al sedicente Stato Islamico. Ma il sanguinoso attacco al mercato per la sua gravità segue quello avvenuto giovedì 25 febbraio nei pressi di una moschea dove due attentatori hanno ucciso 15 persone.