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Boris Johnson si schiera a favore del Brexit

Con un editoriale sul Daily Telegraph, il sindaco di Londra ha reso noto il suo sostegno all'uscita del Regno Unito dall'Unione europea

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Il 22 febbraio del 2016 il sindaco conservatore di Londra, Boris Johnson, ha confermato la sua intenzione di sostenere l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea (Ue) nel referendum che si terrà il 23 giugno riguardo la permanenza del paese nell’unione (qui le cose da sapere sul tema).

Il sindaco ha deciso di rendere nota la sua posizione attraverso un editoriale sul quotidiano britannico Daily Telegraph in cui sostiene che la permanenza del Regno Unito nell’Ue rappresenterebbe “un’erosione della democrazia”.

Nel corso del mese di febbraio del 2016, il primo ministro britannico David Cameron, anche lui come Boris Johnson membro dei conservatori, ha dato inizio ai negoziati con l’Ue per trovare nuove condizioni che permettano al Regno Unito di rimanere all’interno dell’unione mantenendo maggiore sovranità su numerose materie.

L’obiettivo di Cameron è quindi quello di rimanere nell’Ue, seppur con condizioni differenti, e riguardo l’uscita del paese dall’unione – il cosiddetto Brexit – il premier ha riferito che per il Regno Unito sarebbe “un salto nel buio”.

Qualora il 23 giugno i cittadini britannici decideranno in favore dell’uscita dall’Ue, il primo ministro Cameron potrebbe essere costretto a rassegnare le dimissioni. Nel caso, dal momento che Johnson sarebbe il vincitore della battaglia interna ai conservatori, sarebbe anche il naturale successore di Cameron per la leadership dei conservatori e per Downing Street.

Un fatto, questo, molto dibattuto dalla stampa britannica. Secondo il Guardian, ad esempio, quello di Boris Johnson è un sostegno che arriva in maniera apparentemente spontanea ma che in realtà è stato ben architettato per poter diventare il prossimo primo ministro britannico.

C’è anche chi ha fatto notare però che Johnson, sindaco molto popolare a Londra, in passato ha sempre scartato l’ipotesi di voler diventare primo ministro. Una volta addirittura dichiarò che le possibilità di vederlo a Downing Street erano pari a quelle di “trovare Elvis su Marte”.

L’Economist, intanto, ha criticato la posizione del sindaco di Londra sul Brexit. Secondo il settimanale britannico, nel Ventunesimo secolo il concetto di sovranità è molto cambiato. Per questa ragione non è negativo che questa, in parte, venga condivisa con l’Ue.