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La prima moschea gestita da donne in Danimarca
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La prima moschea gestita da donne in Danimarca

Ha appena aperto e accoglierà uomini e donne, ma a ricoprire il ruolo di imam saranno solamente le seconde. Ora vuole sfidare le strutture patriarcali dell'Islam

18 Feb. 2016

La moschea di Copenhagen sarà aperta sia alle donne che agli uomini. Tuttavia, saranno solo le prime a ricoprire il ruolo di imam. Un modello di moschea a gestione esclusivamente femminile è stato proposto anche nel Regno Unito.

“Il fatto che le donne siano le figure a capo delle comunità musulmane e delle moschee non dovrebbe essere visto come qualcosa di nuovo o di sorprendente,” ha dichiarato Latifa Akay, un membro della commissione Inclusive Mosque Initiative.

“Al contrario, dovrebbe essere considerato come “una riscoperta ed accrescimento delle radicate tradizioni islamiche di giustizia sociale e uguaglianza di generi”.

Akay indica le letture dell’islam sul femminismo islamico e il riformismo dell’islam, che rivelano come le leggi comuni islamiche sono state influenzate da ideologie soggettive e fattori culturali.

Un dizionario biografico di 40 volumi sulle studiose dell’islam, pubblicato nel 2007, identifica in 1400 anni fa l’origine dei contributi fondamentali delle donne agli insegnamenti islamici, quegli stessi contributi che la moschea di Copenhagen oggi utilizza come il suo fondamento.

Asma Bhol, un imam donna (o imama), residente a Londra, dà il benvenuto a questa moschea danese. “È sempre bello vedere altre persone che portano avanti questi progetti,” dice.

Ha detto che è stato dopo che ha “fatto un sforzo consapevole per comprendere l’Islam” che ha iniziato il suo percorso per diventare un imam donna e guidare “le grandi comunità escluse”. Asma Bhol sfata il mito secondo cui occorrerebbero più di una decina di anni per diventare imam, aggiungendo che la parola imam significa semplicemente “guida” in arabo.

“È necessario instaurare un legame puro e distaccarsi dal mondo, così ci sei solo tu e Allah,” ha spiegato. “Poi continui a mantenere questo legame per essere in grado di guidare i fedeli e dare consigli”.

Akay, imam della moschea di Copenhagen, rifiuta le interpretazioni sessiste dell’Islam che spingono le donne ai margini – anche letteralmente, a volte – nelle strutture tradizionali delle moschee. Infatti, le donne sono spesso relegate a piccole stanze che possono essere anguste e difficile da accedere.

Progetti come Side Entrance e Inclusive Mosque Iniatiative hanno intenzione di scardinare queste pratiche.

Bhol vorrebbe che le moschee fossero più inclusive per i LGBT e le persone con disabilità. Da quando ha cominciato a condurre sermoni e preghiere, non solo è stata in grado di ispirare i musulmani con il suo messaggio inclusivo, ma anche le comunità appartenenti ad altre religioni.

Questo articolo è stato pubblicato originariamente qui. Traduzione di Irene Fusilli  

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