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Cosa è successo il 17 febbraio nel mondo
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Cosa è successo il 17 febbraio nel mondo

Un riassunto semplice e chiaro di quello che è successo oggi nel mondo

17 Feb. 2016

Turchia: un’autobomba è esplosa nel centro della capitale Ankara, uccidendo almeno 21 persone e ferendone almeno 45. Secondo il governo turco si tratterebbe di un attacco terroristico.

Siria: convogli di aiuti umanitari potranno raggiungere le zone sotto assedio in Siria. Lo ha annunciato l’inviato speciale per la Siria delle Nazioni Unite, Staffan de Mistura. Tra le prime città a ricevere gli aiuti c’è quella di Madaya, dove la gente sta morendo di fame.

Libia: Esattamente cinque anni fa, il 17 febbraio 2011, iniziava la guerra civile in Libia, dando inizio a uno scontro tra le forze lealiste di Muammar Gheddafi e quelle dei rivoltosi, riunite nel Consiglio nazionale di transizione. Quel conflitto, di fatto, non è mai realmente finito e ancora oggi la situazione è nel caos più totale. 

Clima: El Niño sta causando una crisi alimentare mondiale che lascia quasi 100 milioni di persone tra Africa, Asia e America Latina senza acqua, senza cibo e vulnerabili alle malattie.

Le gravissime siccità e le inondazioni provocate da El Niño hanno distrutto i raccolti in decine di paesi. A diffondere questi dati sono le Nazioni Unite, preoccupate anche dalle altre conseguenze di El Niño tra cui ondate di calore, incendi boschivi e proliferazione di malattie come il virus Zika. 

Iran: Alcuni tra i paesi produttori di petrolio hanno firmato un importante accordo per congelare la produzione di petrolio allo scopo di far risalire i prezzi, che dal giugno del 2014 stanno continuano a crollare vertiginosamente. Oggi invece i ministri del petrolio di Venezuela, Iraq e Qatar si sono recati a Teheran per convincere il ministro iraniano a sottoscrivere l’accordo, incontrando però le resistenze di un paese che, appena tornato sul mercato dopo le sanzioni, non vuole interrompere la sua produzione. 

Cina: il governo cinese ha installato missili terra-aria su una delle isole contestate nel Mar Cinese meridionale. Le immagini satellitari confermano la presenza di due batterie lanciamissili e di un sistema radar su Woody Island.

La tensione, già alta nella regione, potrebbe dunque farsi ancora più pesante. Un’immagine del 14 febbraio ha mostrato la presenza della batteria, mentre la stessa zona sembrava essere vuota in un’immagine del 3 febbraio.

Burundi: il governo ha proibito l’uso delle motociclette nel centro della capitale Bujumbura, con l’obiettivo di porre fine alle violenze che colpiscono la città dall’aprile del 2015.

La motocicletta è un mezzo di trasporto molto usato a Bujumbura, dove il taxi a due ruote, ad esempio, è molto comune. Tuttavia, il sindaco Freddy Mbonimpa ha dichiarato che è anche un mezzo usato frequentemente dai criminali per sferrare i propri attacchi, e per questa ragione ha deciso di proibirlo in alcune zone.

Siria: Il governo siriano sta torturando e uccidendo migliaia di detenuti. A dirlo sono degli investigatori per i diritti umani delle Nazioni Unite che accusano il regime di Bashar al-Assad di crimini contro l’umanità in un rapporto del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite dal titolo “Out of sight, out of mind: Deaths in detention in the Syrian Arab Republic” 

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