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L’attacco del 17 febbraio ad Ankara

Almeno 21 persone sono morte e 45 sono rimaste ferite in seguito a una forte esplosione nella capitale turca

Immagine di copertina

Un’autobomba è esplosa nel centro di Ankara, capitale della Turchia, uccidendo 21 persone e ferendone almeno 45. Il veicolo, carico di esplosivi, è stato fatto detonare in un’area che si trova vicino al parlamento turco, ad alcuni edifici governativi e al quartier generale dell’esercito turco, secondo quanto riferito dalle autorità locali.

L’obiettivo dell’attacco sarebbe stato quello di colpire un bus che trasportava personale militare, secondo quanto dichiarato da un funzionario delle forze di sicurezza. Il Generale turco, parlando al telefono dal quartier generale dell’esercito, ha detto che non è in grado di confermare il numero delle vittime provocato dall’esplosione.

Il portavoce del partito del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, l’AKP, ha detto che si tratta di un attacco terroristico. Lo stesso ha riferito anche il vice primo ministro turco, Bekir Bozdag. Il premier della Turchia, Ahmet Davutoglu, in partenza per Bruxelles, ha rinviato il suo viaggio istituzionale in seguito alla notizia dell’incidente.

“Ho sentito una forte esplosione. C’era del fumo e un odore molto forte, nonostante fossimo abbastanza distanti dal luogo dell’attacco”, ha dichiarato un testimone presente sul luogo.

Qui di seguito un video mostra i momenti subito dopo l’esplosione 


Negli ultimi anni militanti curdi, estremisti e gruppi estremisti jihadisti hanno tutti quanti compiuto attentati in Turchia. A gennaio del 2016 la Turchia è stata colpita da un attentato suicida rivendicato dall’Isis nel centro di Istanbul, nel quale sono state uccise 10 persone.

Nel corso degli ultimi sei mesi la Turchia è stata al centro di diverse vicende internazionali, principalmente per via della tensione che si è venuta a creare fra il governo turco e quello russo.

A novembre del 2015 alcuni caccia F-16 turchi hanno abbattuto un aereo da guerra russo, vicino al confine con la Siria, perché “avrebbe violato la spazio aereo turco”: la prima volta dagli anni Cinquanta che un membro Nato compie un’azione specifica di questo genere contro un jet russo.

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