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Una coppia di italiani sta facendo il giro del mondo in bicicletta

Due giovani romani sono in viaggio dal 2014 con l'intenzione di proseguire fino al 2018 dopo aver effettuato un giro completo del mondo spostandosi solo in bicicletta

Immagine di copertina

Una coppia di giovani viaggiatori italiani, Daniele Carletti
e Simona Pergola, sta attraversando il mondo dal 2014 utilizzando soltanto due
biciclette, e non ha intenzione di fermarsi fino al 2018.

I due, coppia nella vita e appassionati di sport immersi
nella natura, sono entrambi originari di Roma, ed è proprio dalla Città eterna (precisamente
in Piazza del Campidoglio) che ha preso il via la loro avventura il 12 luglio
2014, con una cerimonia alla presenza dell’ex sindaco (e ciclista) Ignazio Marino.

Obiettivo, quello di partire dai sette colli della capitale per
toccare uno dopo l’altro i sette
passi di montagna più alti del mondo, uno per ogni continente, dai 1.580
metri del Dead Horse Gap in Australia (il passo più basso) ai 5.565 metri del
Semo La Pass in Himalaya. 

Da qui il nome del progetto, Dai sette colli ai
sette passi
, che semplifica in una frase un percorso che in realtà
attraverserà più di 50 paesi coprendo più di 100.000 km, il tutto
esclusivamente in bicicletta.

Il percorso previsto:

Il viaggio, che al momento vede i due a Singapore, dopo aver
attraversato Europa e Asia, si propone di promuovere la bicicletta come mezzo
di trasporto definitivo, promuovendo uno stile di viaggio lento e consapevole delle
distanze e dei luoghi.

Dicono: “La nostra casa oramai è la tenda. Perché ci piace
dormire in uno spazio di nemmeno 4 metri quadrati? Perché ci dona una grande libertà,
potendola montare dove vogliamo e quando vogliamo. In più ci permette di godere
di paesaggi mozzafiato. Ma nelle grandi città e per esigenze di igiene (ogni
tanto ci dobbiamo lavare e lavare i nostri indumenti) dobbiamo dormire nelle
tradizionali quattro mura.

Essendo un viaggio votato al risparmio cerchiamo
sempre le soluzioni più economiche. Quindi in ordine cerchiamo amici di amici,
se non ci sono cerchiamo qualcuno che ci ospiti sui siti Warmshower Couchsurfing e
se anche qui non troviamo risposta andiamo al più economico degli ostelli”.

Per quanto straordinaria, quest’avventura non è però
soltanto una storia di sport e di sfida con se stessi, ma anche un’iniziativa
benefica: scopo del progetto è infatti anche raccogliere fondi per World Bicycle Relief, una ONG americana impegnata a rendere indipendenti le piccole comunità del terzo mondo
donando loro biciclette e formando, in loco, meccanici specializzati.

Tra un passo di montagna e l’altro, la coppia è molto attiva
nell’aggiornare un sito e una pagina Facebook dedicati a informare i loro followers
sulle loro avventure, e sullo stesso sito è possibile effettuare donazioni, il
cui ricavato andrà al 50 per cento al finanziamento del viaggio e al 50 per
cento a World Bicycle Relief.

Le tappe effettuate finora:

Riguardo i prossimi impegni che li aspettano, i due dicono:
“Ci imbarcheremo per l’Australia, pedalando nelle terre degli animali più pericolosi del mondo, raggiungeremo
la costa sud, per ripartire nuovamente alla volta del Nord America. Indossando
nuovamente abiti pesanti sorvoleremo l’oceano per approdare nelle fredde terre dell’Alaska.

Ci
prepareremo quindi per affrontare i 30mila chilometri della Transamericana ed i continui cambi climatici presenti
nel vasto tratto che ci porterà fino in Sud America alla Terra del Fuoco. Il
tempo di visitare la fine del
mondo e ripartire nuovamente verso nord in direzione del Brasile,
per imbarcarci e raggiungere il Sud Africa.

Il viaggio poi proseguirà risalendo
le terre dell’Africa Orientale per rientrare in Italia, a Roma, attraverso la
Via Francigena del Sud”.

Alcuni dati sul viaggio, aggiornati al 16 febbraio 2016:

Su TPI, le foto di viaggio dei due, dalla partenza in Italia
fino all’attuale tappa di Singapore.