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Il rifugiato siriano diventato star di YouTube in Germania
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Il rifugiato siriano diventato star di YouTube in Germania

Un comico, bendato al centro di una piazza di Berlino, ha chiesto ai passanti di abbracciarlo senza dire che fosse un rifugiato per vedere le loro reazioni prima e dopo

12 Feb. 2016

Firas Alshater studia regia e teatro in Germania, dove si è stabilito due anni e mezzo fa dopo essere fuggito dalla guerra in Siria. Il giovane ventiquattrenne, richiedente asilo politico, è diventato in poche settimane una star su YouTube, per un video pubblicato sul canale social dal titolo “Chi sono questi tedeschi?”.

Grazie a una grande dose di umorismo e tanta ironia, il giovane siriano ha cercato di esplorare in un video di tre minuti, attraverso il suo particolare punto di vista, gli atteggiamenti dei tedeschi verso un rifugiato. 

I tedeschi, s’interroga nel breve filmato sottotitolato anche in inglese, in arabo e in spagnolo, sono tutti come i sostenitori del movimento populista Pegida, che ogni settimana scendono in strada per protestare contro la presunta “islamizzazione” del continente europeo, oppure sono come i giovani che hanno accolto i profughi scandendo slogan come “benvenuti rifugiati?”. 

Nel video, Alshtar conduce un esperimento sociale per verificare la reazione dei tedeschi dinanzi a un rifugiato. Con una benda sugli occhi si è collocato al centro di Alexanderplatz, la grande piazza pubblica di Berlino, con ai piedi un cartello con la seguente richiesta: “Sono un rifugiato siriano, io mi fido di te. Tu ti fidi di me? Abbracciami!”. 

Il ragazzo ha atteso a lungo prima che qualcuno mostrasse il coraggio di avvicinarsi e abbracciarlo. Ma una volta rotto il ghiaccio, almeno quaranta persone hanno risposto alla sua richiesta nel giro di un’ora e mezza. “Ho imparato che i tedeschi hanno bisogno di un po’ di tempo, ma una volta acquisita una certa familiarità, non li ferma più nessuno”.

“Ho fatto questo video per mostrare alla gente che i tedeschi sono tutti diversi, così come lo sono i rifugiati. Non si può dire che tutti i tedeschi sono nazisti, così come tutti i rifugiati sono Firas. Siamo persone diverse, e ognuno di noi ha bisogno di tempo per arrivare a conoscersi meglio e poter stare insieme”. 

Il video è andato online il 27 gennaio e in due settimane ha totalizzato quasi due milioni di visualizzazioni sia su YouTube, sia su Facebook. Non solo. Ha anche ottenuto il sostegno di tante persone con posizioni contrarie verso l’accoglienza dei rifugiati nel paese.  

(Qui il video di Firas Alshater che ha spopolato su Youtube)


La società tedesca nell’ultimo anno si è spaccata profondamente sulla questione relativa ai migranti e all’afflusso di rifugiati. Nel 2015 sono entrate in Germania circa 1 milione di persone. Secondo un sondaggio commissionato dall’emittente statale ZDF, l’indice di gradimento del paese per il cancelliere tedesco Angela Merkel e per la sua politica di accoglienza dei rifugiati siriani è precitata al 46 per cento, il punto più basso dall’inizio della sua terza legislatura. 

Ma la vita per Firas non è stata facile, soprattutto dopo lo scoppio della guerra in Siria. A causa della sua partecipazione come organizzatore di numerose manifestazioni nella capitale siriana di Damasco contro il regime di Bashar al-Assad, il giovane è stato arrestato e chiuso in carcere per nove mesi. Qui, Firas ha subito torture con elettroshock, è stato picchiato con dei cavi, e il suo corpo è stato sfregiato da cicatrici lasciate con delle sigarette. 

Dopo essere stato rilasciato, Alshater si trasferisce nel nord della Siria e lavora come giornalista e fotografo freelance. Nel maggio del 2013 si reca a Berlino per lavorare alla realizzazione di un film, in collaborazione con una società di produzione tedesca.

(Qui sotto Firas nelle vesti di giornalista e fotografo freelance tra le macerie di abitazioni e strade distrutte dalle bombe in Siria) 

Non era nei suoi intenti rimanere in Germania per lungo tempo, ma con l’avanzata sempre più travolgente in Siria del sedicente Stato Islamico, Firas ha deciso di chiedere asilo politico nel paese. La sua richiesta è stata accolta sei mesi dopo, nel mese di novembre del 2013. 

Alshater si appresta a iniziare i corsi di studio alla Konrad Wolf Academy, una scuola di cinema a Postdam, appena fuori Berlino. Inoltre, è impegnato attualmente nella realizzazione di altri dieci video per la società di produzione Zukar, attraverso la quale ha lanciato la clip diventata famosa sul web. 

Venerdì 5 febbraio, il comico siriano ha pubblicato un secondo video sul canale Zukar, nel quale ha lanciato la campagna #yougeha per affrontare temi come razzismo e xenofobia in Germania. Anche qui l’ironia non manca. Nel breve filmato, Alshter mostra come in Germania non è difficile chiedere asilo “se sei un gatto”. 

“Loro sono concessi secondo le norme in materia di asilo, e vengono accolti in tutto il mondo. Hanno solo bisogno di sedersi davanti alla porta di qualche abitazione e dire miao. Qualcuno li farà entrare in casa propria senza alcun problema. Se provo a farlo io, sono sicuro che nessuno mi aprirà”. 

(Qui sotto il secondo video della serie web in cui i gatti sono più accetti dei rifugiati) 

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