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Il quartiere a luci rosse di Amsterdam raccontato da chi lo vive
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Il quartiere a luci rosse di Amsterdam raccontato da chi lo vive

I giornalistI italiani Carlo Brenner, Elena Brunello e Alvise Cambiaso hanno raccontato il quartiere a luci rosse attraverso le storie di alcuni dei suoi protagonisti

08 Feb. 2016

Elard Tissot van Patot ha trent’anni e organizza tour nel quartiere a luci rosse di Amsterdam. È lui a portarci alla scoperta del Red Light District, dove la prostituzione è perfettamente legale e dove sacro e profano si mescolano con grande naturalezza.

Le sex workers lavorano proprio dirimpetto la più antica chiesa della città, Oude Kerk, il cuore del Red Light District. Per anni tutto lo scalpitio della vita del quartiere è passato sotto gli occhi del parroco Eddy Reefhuis, che ci ha espresso le sue perplessità sulla legalizzazione della prostituzione.

Davanti al portone di entrata della sua chiesa troneggia la statua in bronzo di una prostituta; monumento voluto da Mariska Majoor, ex prostituta che ora gestisce il Prostitution Information Center, l’altra istituzione del quartiere, il cui scopo è fornire assistenza e consulenza alle lavoratrici del sesso, stessa cosa che ha fatto anche con noi.

Siamo andati in uno dei bordelli più esclusivi della città. Qui Lotte Alberg, imprenditrice del sesso e proprietaria del club, ci ha raccontato gli aspetti più tecnici del business. Lotus lavora nel club ed è orgogliosa di essere una prostituta perché così riesce a mantenere i figli, dopo essersi lasciata con il marito.

In meno di otto minuti vi proponiamo questa storia, con degli attori che hanno vissuto la prostituzione in prima persona, tutti per motivi diversi.

Il primo di ottobre del 2000, dopo decenni in cui veniva tollerata, il governo olandese ha legalizzato ufficialmente la prostituzione come attività lavorativa. Il duplice scopo di questa decisione era quello di incrementare i diritti delle prostitute e diminuire il traffico umano. Abbiamo intervistato chi vive del lavoro del Quartiere a Luci Rosse di Amsterdam per chiedere se secondo loro la legalizzazione abbia influito più positivamente o negativamente sulle loro vite.

In Olanda ci sono oltre seicento bordelli dalle cui vetrine le prostitute possono vendere prestazioni. Solo nella città di Amsterdam ce ne sono più di quattrocento. Le donne e gli uomini che lavorano in questo campo ammontano a circa 7mila individui in tutta l’Olanda, generando un ricavo per lo stato tra i 675 e i 700 milioni di euro l’anno.

L’esercizio della prostituzione deve rientrare in cinque diverse formule legali: la prostituzione nelle vetrina dei bordelli, quella su strada (legale solo in alcune zone del Paese e non ad Amsterdam), in un sex club, registrandosi con un’agenzia di escort oppure lavorando all’interno di un salone massaggi. Il costo di affitto di una vetrina varia, a seconda della zona, dagli 80 ai 150 euro a turno; ogni turno consiste di 6-8 ore consecutive. La prostituzione su strada è illegale ad Amsterdam e le donne e gli uomini che decidono di prostituirsi devono aver raggiunto i 21 anni di età ed essere in possesso di un permesso di soggiorno valido.
Il video a cura di Carlo Brenner, Elena Brunello e Alvise Cambiaso
 

Viaggio nel business della prostituzione diAmsterdam