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Cosa c’è da sapere sullo scandalo degli affitti a Roma
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Cosa c’è da sapere sullo scandalo degli affitti a Roma

Secondo una verifica del commissario Tronca il comune di Roma affitterebbe gli immobili di sua proprietà a prezzi sotto i minimi di mercato

05 Feb. 2016

All’inizio di febbraio del 2016 il commissario straordinario del comune di Roma, Francesco Paolo Tronca, ha reso noto che ci sarebbero oltre 500 immobili di proprietà del comune situati in zone di pregio della capitale che vengono affittati a cifre estremamente basse rispetto al loro valore di mercato.

In alcuni casi, l’affitto mensile pagato per questi immobili sarebbe di poco più di 10 euro.

Secondo lo stesso Tronca, la causa di questa situazione anomala sarebbe da trovare nel mancato aggiornamento nell’arco dei decenni dei canoni di locazione degli immobili di proprietà comunale da parte degli amministratori e dei dirigenti del Campidoglio.

Finora, nell’ambito della verifica sugli immobili portata avanti dal commissario Tronca, sono stati presi in esame 574 tra appartamenti e locali, ed è emerso che i canoni di locazione sono sempre nettamente al di sotto dei valori minimi di mercato.

I controlli del comune non si sono limitati ai soli canoni di locazione, ma anche agli effettivi occupanti di questi immobili, che in molti casi sarebbero persone diverse dai titolari del contratto d’affitto. Un altro elemento che mostra una totale assenza di verifica sulla gestione del patrimonio comunale e che, secondo quanto riportato da diversi media, riguarderebbe circa 9mila inquilini in tutta Roma.

Una verifica che il commissario Tronca vuole portare avanti su tutti i 43mila immobili di proprietà del comune.

Il commissario ha intanto messo online la lista dei primi immobili presi in esame, da cui sono emerse l’esistenza di una casa in Borgo Pio – a pochi metri dalla Basilica di San Pietro – il cui canone equivale a 10 euro al mese, e una casa in via del Colosseo, poco distante dall’omonimo monumento, con canone a 25 euro mensili.

“Ho scoperto l’acqua calda? Può darsi, ma poi con quest’acqua qualcosa va fatto… La nostra è una crono-scalata: poco tempo e tanto lavoro. Ci sono situazioni che non conosciamo, per questo ho chiesto aiuto all’Agenzia delle Entrate” ha riferito il commissario Tronca.

Il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, ha elogiato il lavoro di Tronca ma ha anche messo in guardia l’opinione pubblica dai facili allarmismi, chiarendo che sugli affitti bassi bisogna valutare caso per caso.

Infatti è una cosa usuale nei diversi comuni che l’amministrazione dia un proprio immobile sottocosto per associazioni o organizzazioni che compiono opere di bene o per situazioni di particolare necessità. Ma non sono questi la maggior parte dei casi che stanno emergendo dalla verifica di Tronca e proprio a questo si riferisce Gabrielli quando dice “caso per caso”.

Anche i partiti politici sono entrati in qualche modo in questo scandalo, che i media hanno ribattezzato “affittopoli”. Tra le proprietà comunali affittate sottocosto, infatti, ci sarebbero anche alcune sezioni di partito.

Tra queste, due indirizzi storici della militanza politica romana: la sezione del Partito Democratico (già del Partito Comunista Italiano prima e dei Democratici di Sinistra poi) di via dei Giubbonari e quella di Fratelli d’Italia (già del Movimento Sociale Italiano e, successivamente, di Alleanza Nazionale) del Colle Oppio.

L’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, intervistato dalla cronaca di Roma di La Repubblica ha detto che il lavoro di Tronca altro non è che l’operazione trasparenza che lui stesso aveva iniziato nel marzo del 2015.

Lo stesso Marino ha inoltre puntato il dito contro i suoi predecessori Francesco Rutelli, Walter Veltroni e Gianni Alemanno, chiedendosi come mai non avessero iniziato questa verifica sugli affitti.

Punzecchiando soprattutto Rutelli e Veltroni, che da sindaci ebbero come collaboratori rispettivamente Roberto Giachetti e Roberto Morassut, i principali sfidanti per le prossime elezioni primarie del centrosinistra per decidere il candidato sindaco di Roma.

Anche in seguito a queste parole, il tema degli affitti è entrato con forza tra gli argomenti della campagna elettorale per il comune di Roma, dove si voterà nella primavera del 2016.

Beppe Grillo, fondatore del Movimento Cinque Stelle, ha invitato a “sfrattare il Pd da Roma” attraverso le elezioni. Per Roberto Giachetti, candidato per il Pd alle primarie per il sindaco di Roma, è necessario aggiornare i canoni di locazione degli immobili comunali e iniziare a vendere alcune di queste proprietà, contribuendo così a risanare il bilancio del comune.

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