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Cosa vogliono fare da grandi le bambine rifugiate siriane

Una fotografa ha raccolto le storie delle ragazze fuggite dalla guerra in Siria e costrette a guardare il futuro da un campo profughi in Giordania

Immagine di copertina

“Cosa vuoi fare da grande?” è per molti una domanda che
ricorre durante tutta l’infanzia e l’adolescenza. Eppure, in molte parti del
mondo le bambine raggiungono l’età adulta senza che qualcuno si interessi alle
loro prospettive e ai loro sogni, spesso costrette dalla società a ruoli già
definiti.

In molte lavorano fin dalla più tenera età, e vivono sotto la
minaccia di un matrimonio precoce e di abusi non perseguiti. Per affrontare questo tema, l’International Rescue Committee
ha inviato la fotografa Meredith Hutchison in 
due campi profughi di cittadini siriani in Giordania, affinché
incontrasse le bambine e adolescenti locali e le intervistasse sulle loro speranze e i
loro sogni.

Le Nazioni Unite hanno infatti registrato quasi 4,6 milioni
di profughi dalla Siria dall’inizio del conflitto civile all’interno del paese mediorientale.
Di questi, quasi 2,4 milioni sono minori di 18 anni.

Il progetto si chiama Vision not Victim (“Visione, non vittima”), e si è articolato in due fasi: nella prima, le ragazze hanno realizzato
disegni di ciò che vorrebbero fare da grandi; in seguito, hanno fatto da
soggetti per un servizio fotografico sulla base dei loro disegni, posando nei
panni di se stesse una volta adulte e realizzate nei loro interessi.

Le ragazze hanno anche argomentato le proprie scelte, come
Fatima, 12 anni, che desidera diventare una maestra. Della sua foto racconta: “In
questa immagine è mattina presto e sto aspettando in classe che arrivino i miei
studenti. Insegno ai bambini più piccoli a leggere e scrivere l’arabo. Sono una
persona molto compassionevole e gentile, quindi un’insegnante perfetta. Sono
severa, ma mi addolcisco quando devo aiutare gli studenti che stanno avendo delle
difficoltà”.

Le “visioni” del futuro delle ragazze sono anche utili a
sfidare gli stereotipi sui ruoli di genere nei propri paesi d’origine, e ci si
augura che possano far scaturire conversazioni su questo tema nelle loro
comunità. 

Su TPI, le foto di queste ragazze negli abiti e negli
ambienti che sognano per il proprio futuro, e, qui sotto, un video in cui la fotografa illustra il suo progetto, che oltre alla Giordania ha visto anche una versione con protagoniste alcune ragazze del Congo: