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Gli oggetti sequestrati ai migranti che inseguono il sogno americano

Dopo aver lavorato per anni in un centro della polizia di frontiera in Arizona, Tom Kiefer ha deciso di realizzare una serie fotografica sui beni confiscati dalla polizia

Immagine di copertina

Tom Kiefer, cresciuto a Seattle, Stati Uniti, nel 2001 si è
trasferito in una piccola città nel sud dell’Arizona, dove oltre a seguire la
sua passione per la fotografia ha avuto occasione di lavorare part-time per
undici anni come giardiniere e addetto alle pulizie presso la sede della polizia di
frontiera dello stato, a pochi chilometri dal confine col Messico.

Quest’esperienza ha dato modo a Kiefer di venire a contatto,
seppur indirettamente, con i migranti che da sud tentano ogni giorno di
attraversare il confine per entrare illegalmente negli Stati Uniti, inseguendo
il sogno americano ma spesso venendo immediatamente intercettati dalle forze
dell’ordine.

Proprio durante le operazioni volte a contrastare l’immigrazione
clandestina, è prassi che molti beni appartenenti ai migranti vengano
sequestrati dagli agenti perché considerati non essenziali, nonostante siano
evidentemente stati scelti dai loro possessori per accompagnarli nel loro
viaggio verso una vita diversa.

Il fotografo ha quindi avuto modo di osservare
l’enorme mole di oggetti – dagli spazzolini ai portafogli, dai pettini ai
caricabatterie – che a ogni azione della polizia si accumulavano nelle stanze
della centrale adibite a raccoglierli, e ha deciso di darne testimonianza attraverso
una serie di immagini raccolte sotto il titolo di
El sueño americano, in cui i beni sono stati divisi e ordinatamente disposti.

Su TPI, alcune delle immagini di questo progetto.