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Il successore di Ban-ki moon alle Nazioni Unite potrebbe essere una donna

I due nomi più accreditati per la successione alla carica di segretario generale sono quelli di Irina Bokova e Kristalina Georgieva

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Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban-ki moon terminerà il suo secondo mandato il 31 dicembre 2016 e negli ambienti diplomatici già circolano i nomi del suo successore.

Il primo requisito per diventare segretario generale, dice ironicamente un comico britannico, è l’avere un nome lungo e difficile da pronunciare: Boutros Boutros-Ghali, Javier Pérez de Cuéllar, Dag Hammarskjöld e lo stesso Ban Ki-moon, sono solo alcuni dei segretari generali della storia delle Nazioni Unite a soddisfare questo “requisito”, scrive The Economist. Usanza vuole che il ruolo di segretario ruoti tra le varie regioni, e adesso è il turno dell’Europa dell’est, una regione piena di nomi che potrebbero soddisfare in pieno il requisito del nome lungo e difficile.

I due nomi più accreditati per il dopo Ban Ki-moon sono di nazionalità bulgara e sono donne. Si tratta di Irina Bokova e Kristalina Georgieva. La prima è l’attuale direttrice generale dell’Unesco, mentre la seconda è la vice presidente della Commissione europea e commissaria per il bilancio e le risorse umane in seno alla Commissione Juncker dal 1° novembre 2014. 

Il segretario generale dell’Onu non ha potere esecutivo o diritto di veto, ma nonostante questo può comunque influenzare l’agenda setting o mediare tra le parti in un conflitto, e per un paese piccolo come la Bulgaria che aspira a essere influente a livello globale, avere un suo funzionario, per lo più donna, come segretario generale al palazzo di vetro delle Nazioni Unite sarebbe un punto di partenza significativo, scrive ancora il settimanale britannico.

Il successore sarà proposto dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu e poi votato dall’Assemblea generale. Gli Stati membri permanenti, come Russia e Stati Uniti, hanno grande influenza nella scelta. I nomi proposti devono passare attraverso due fasi. Una prima fase interna, ossia essere nominati dal proprio governo di appartenenza, e una esterna con i voti favorevoli di Mosca e Washington. 

Il primo ministro bulgaro, Boyko Borisov è indeciso su chi delle due donne proporre per la corsa alla poltrona di segretario generale. Con Kristalina Georgieva è legato da un profondo rapporto, e preferirebbe tenerla a Bruxelles, mentre con Irina Bokova, nonostante quest’ultima sia vicina ai partiti di opposizione, gode dell’appoggio di uno dei partiti di maggioranza bulgaro. Il leader del partito ha minacciato di recente di far decadere il suo sostegno al governo, se Bokova non sarà nominata. 

L’attuale direttrice dell’Unesco, che un tempo godeva dell’amicizia degli Stati Uniti, con la decisione di nominare nel 2011 come membro dell’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura l’Autorità nazionale palestinese, ha attirato su di sé l’avversione delle lobby americane. 

Oltre alle due donne bulgare, la lista dei possibili candidati dell’Europa dell’est è lunga: da Vesna Pusic, l’uscente ministra degli esteri croata, a Danilo Turk, un ex presidente sloveno, passando per Igor Luksic, ministro degli esteri del Montenegro e Srgjan Kerim, un ex ministro degli esteri macedone. Nessuno di questi nomi sembra però essere molto convincente.

Gli unici due che sembrano aver credito, se le due donne bulgare non dovessero farcela, sono Vuk Jeremic, un ex ministro degli esteri serbo e Miroslav Lajcak, l’attuale ministro degli esteri slovacco. Il primo in passato si è fatto numerosi nemici tra i paesi occidentali, a causa della campagna contro il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo. 

Se i due paesi membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu, Russia e Stati Uniti, non approveranno nessuno dei nomi in circolazione, potrebbe spuntarne uno dell’ultimo minuto. Per il momento, i candidati dei Balcani sembrano essere la scelta più plausibile.