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Il parlamento ha respinto la lista dei ministri delle Nazioni Unite

Il parlamento di Tobruk ha chiesto di accorciare la lista dei 32 ministri

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Il parlamento libico riconosciuto dalla comunità internazionale, quello con sede a Tobruk, lunedì 25 gennaio 2016 non ha votato la fiducia al governo di unità nazionale, rifiutando la proposta presentata dal Consiglio presidenziale libico lo scorso 20 gennaio 2016.

Dei 104 parlamentari presenti all’assemblea, 89 hanno votato contro la proposta, arrivata dopo mesi di negoziati, per risolvere la crisi politica e il conflitto armato in corso nel paese nordafricano. 

I parlamentari che hanno votato contro la fiducia, hanno specificato di non essere d’accordo con la proposta di un governo formato da 32 ministri, perché secondo loro sarebbero stati troppi. Hanno quindi dato dieci giorni di tempo al Consiglio presidenziale, che ha la sua sede momentanea in Tunisia, per ridurre la lista dei ministri. In un secondo voto il parlamento di Tobruk ha approvato l’accordo che prevede la transizione politica del paese sotto il controllo del Consiglio presidenziale, ma ha rifiutato la clausola che trasferirebbe i poteri delle forze armate al primo ministro. 

Due dei nove membri del Consiglio presidenziale si erano già rifiutati di firmare l’accordo del 20 gennaio. Ali al Qatarani e Omar Aswad, rappresentanti del governo riconosciuto di Tobruk, hanno giustificato la decisione spiegando che durante il negoziato c’è stata “una mancanza di serietà e di chiarezza nel rispondere alle nostre domande”.

Al Qatarani ha dichiarato che l’est della Libia, dove si trova Tobruk, non è stata rappresentata adeguatamente e che non è stato ottenuto il consenso delle forze armate, alleate del governo di Tobruk. In occasione del voto di oggi, inoltre, il parlamentare Mohamed al-Abani ha aggiunto che il governo di unità nazionale non rappresenterebbe gli interessi del popolo libico ma è stato formato piuttosto “tenendo conto delle richieste dei capi delle milizie” del paese.

Il parlamento di Tobruk aveva dieci giorni, a partire dal 20 gennaio, per dare la fiducia al nuovo governo. L’accordo per il governo di unità nazionale era arrivato in seguito a difficili negoziati durati molti mesi, sotto l’egida delle Nazioni Unite, ma rischia di rallentare ulteriormente la sua approvazione a causa di questa prima mancata fiducia.