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Gli atleti transessuali potranno partecipare alle Olimpiadi del 2016

Lo ha stabilito il Comitato olimpico internazionale

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Il Comitato olimpico internazionale (Cio) ha stabilito che agli atleti transessuali debba essere consentito partecipare ai giochi olimpici indipendentemente dalla riassegnazione sessuale chirurgica.

Le raccomandazioni emanate dalla commissione medico-scientifica del Cio incoraggiano le federazioni sportive a regolamentare la partecipazione sportiva di atleti transessuali, adattandosi agli atteggiamenti scientifici, legali e sociali correnti. Inoltre, tali raccomandazioni potrebbero già essere applicate alle Olimpiadi di Rio de Janeiro di quest’anno.

Stando alle nuove linee guida– approvate a novembre 2015 ma rese note dal sito Outsports.com solo il 21 gennaio – gli atleti transessuali in transizione da donna a uomo potranno partecipare alle gare maschili senza restrizioni. Gli atleti transessuali in transizione da uomo a donna potranno partecipare alle gare femminili se saranno in grado di dimostrare un livello di testosterone inferiore a 10 nanomoli per litro, durante l’anno precedente la gara.

Sul documento pubblicato dal Cio si legge: “per preservare un’equa competizione, non è necessario richiedere cambiamenti anatomici chirurgici come condizione di partecipazione. Tale richiesta non è coerente con gli sviluppi legislativi in materia e le nozioni dei diritti umani”.

In precedenza, gli atleti transessuali potevano gareggiare solo dopo aver subito l’intervento di riassegnazione e aver seguito almeno due anni di terapia ormonale. Inoltre, prima delle Olimpiadi di Sydney del 2000, il Cio conduceva verifiche cromosomiche sul sesso degli atleti. Tali verifiche sono state eliminate perché considerate non-scientifiche e non-etiche.

Il documento fa riferimento anche all’iperandrogenismo – la presenza di alti livelli di testosterone in atlete di sesso femminile. Secondo il documento del Cio: “per evitare discriminazioni, le atlete che non sono ritenute idonee a partecipare alle gare femminili [a causa dei livelli di testosterone] dovrebbero poter partecipare alle gare maschili”.

La questione degli atleti transessuali ha avuto grande eco mediatica nel 2015, dopo che il campione olimpionico di decathlon Bruce Jenner ha annunciato di essere diventato donna, assumendo il nome di Caitlyn Marie Jenner.

Nel 2009, l’atleta sudafricana Caster Semenya aveva attirato l’attenzione dell’Associazione internazionale delle federazioni di atletica leggera (Iaaf) che aveva richiesto di verificarne il sesso. Nel 2014, il Tribunale arbitrale dello sport (Tas) aveva invalidato la decisione della Iaaf di sospendere la scattista indiana Dutee Chand per iperandrogenismo. Il Tas aveva rilevato che la Iaaf non aveva dato prova in modo del tutto convincente del fatto che alti tassi naturali di testosterone procurano un vantaggio competitivo.