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Rinviate per la terza volta le elezioni ad Haiti
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Rinviate per la terza volta le elezioni ad Haiti

L'opposizione sostiene che il voto per eleggere un nuovo presidente sia stato truccato e boicotta il ballottaggio. Il paese ora nel caos, rischia l'instabilità

23 Gen. 2016

Le autorità elettorali di Haiti hanno rinviato per la terza volta di seguito il ballottaggio previsto per eleggere il nuovo presidente. Lo ha riferito il presidente del Consiglio elettorale, Pierre-Louis Opont, sostenendo che ci sono stati diversi problemi di sicurezza.

Le elezioni presidenziali di Haiti si erano tenute per la prima volta a fine ottobre del 2015, ma da allora sono a un punto fermo perché il principale candidato dell’opposizione e diversi osservatori sostengono siano state truccate a favore del candidato favorito, esponente del partito al governo che beneficia dell’appoggio dell’attuale capo di stato.

Anche i cittadini sono scesi per le strade per protestare e chiedere il rinvio del ballottaggio. Nei mesi scorsi le forze dell’ordine si sono scontrate violentemente con i manifestanti.

Poiché il tasso di analfabetismo del paese è al 40 per cento, i candidati per le elezioni presidenziali sono stati identificati con foto segnaletiche e i partiti attraverso i loghi, al fine di facilitare la votazione.

L’attuale presidente di Haiti è Michel Martelly, più noto come Sweet Mickyed è al potere dal 2011, quando era ancora un cantante molto popolare. Ma non può essere rieletto, avendo già raggiunto il limite costituzionale che gli permetterebbe di candidarsi nuovamente.

Il candidato del partito al governo si chiama Jovenel Moise ed è proprietario di un’attività d’esportazione di banane nel nord del paese. Durante il primo turno elettorale ha ottenuto il 33 per cento dei consensi, il risultato migliore fra i candidati, senza tuttavia assicurarsi la maggioranza.

Moise, che beneficia del sostegno del presidente dimissionario Martelly, non ha esperienza politica ma nemmeno rivali eccessivamente preoccupanti di fronte a lui: il secondo migliore risultato alle elezioni di ottobre lo ha registrato Jude Celestin con il 25 per cento dei voti, un ingegnere meccanico che fino a poco tempo fa era a capo di una società di costruzione statale.

È la seconda volta che Celestin si candida alle elezioni presidenziali di Haiti e ha già annunciato che boicotterà il ballottaggio a causa delle irregolarità durante le elezioni. Ha anche aggiunto che non avrebbe preso parte al voto in assenza di nuove riforme elettorali. Tuttavia non si è ancora formalmente ritirato.  

Moise, 37 anni, rappresenta il Parti Haitien Tet Kale, attualmente al potere, mentre Celestin, di 53 anni, è a capo del partito Alternative League for Progress and Emancipation of Haiti (Lapeh).

Il potere ad Haiti è stato per lungo tempo nelle mani della famiglia Duvalier (1957-1986). Solo quando i Duvalier sono stati destituiti, il Paese ha iniziato a elaborare una prima forma di democrazia.

Il mandato del presidente dimissionario Martelly terminerà in meno di tre settimane e gli osservatori credono che, qualora non dovessero venire indette nuove elezioni quanto prima, Haiti potrebbe trovarsi di fronte a una maggiore instabilità politica.

Chiunque prenderà il posto di Martelly dovrà affrontare l’arduo compito di portare il paese verso la via della ricostruzione. Haiti è ancora devastata da un terremoto che nel 2010 ha causato quasi 250mila vittime, e da allora ha fatto affidamento principalmente sulle donazioni internazionali e dagli aiuti stranieri. 

Haiti è situata nel mar dei Caraibi e confina con la Repubblica Dominicana. Colonia francese fino al 1804, è stata una delle prime nazioni delle Americhe a dichiarare la propria indipendenza. La capitale è Port-au-Prince. Il Paese conta circa 10 milioni di abitanti.

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