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Storia di una sterilità involontaria

La fotografa finlandese Elina Brotherus racconta in una serie di immagini la sua condizione di infertilità

Immagine di copertina

L’artista finlandese Elina Brotherus ha deciso di fotografare la sua condizione di infertilità. Il progetto si chiama “Annonciation”, titolo provocatorio appositamente scelto dalla fotografa, che racconta di essersi sottoposta per anni a una serie di trattamenti contro la sterilità.

“È come aspettare un angelo che non si mostra mai”, ha raccontato la fotografa parlando della speranza irrealizzata di poter diventare madre. Ed è proprio sul concetto di attesa che si concentra il suo lavoro.

“Quando ti sottoponi al trattamento la tua immaginazione corre a come si chiamerà [il bambino], dove andrà a scuola”, ma quando la terapia non dà risultati “non è esagerato dire che ci si sente come se qualcuno fosse morto, la perdita è concreta, non si perde solo un bambino, ma l’idea di una futura famiglia”, spiega l’artista.

Le fotografie fanno parte della sesta opera di Elina Brotherus: “Carpe Fucking Diem”.

Elina Brotherus affronta un tema delicato e personale senza vergogna, dichiarando che i suoi lavori artistici seguono passo passo la sua vita e, attraverso questi, focalizza e supera le sfide che le si presentano davanti.

Non potendo avere figli, la fotografa si è mostrata in un autoritratto con il proprio cane, dal titolo provocatorio “Il mio cane è più carino del tuo orribile bambino”.