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I muri colorati delle prigioni russe

La fotografa Michal Chelbin ha visitato sette carceri russe e ucraine per mostrare il contrasto tra i colori dei luoghi e gli sguardi spenti dei detenuti

Immagine di copertina

La fotografa israeliana Michal Chelbin ha visitato sette carceri russe e ucraine in sei anni per il progetto Sailboats and Swans, nel quale vengono ritratti alcuni detenuti nelle celle in cui sono condannati a vivere le proprie giornate.

Il titolo della serie, “barche a vela e cigni”, vuole mettere in evidenza il contrasto tra i muri delle prigioni, spesso decorati con carte da parati dai temi bucolici e gradevoli, e i volti spenti di chi non ha alcun modo di vedere coi propri occhi i paesaggi raffigurati sulle pareti. Lo stesso vale per le uniformi a fiori o le lenzuola colorate delle detenute donne, che sembrano un contrappunto ironico ai loro sguardi vuoti e desolati

La fotografa ha passato ore in compagnia dei detenuti per realizzare i ritratti, ma ha scelto di chiedere di quale crimine fossero colpevoli solo una volta terminato il suo lavoro, cercando in questo modo di guardarli come individui e non come prigionieri.