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L’ombra delle emissioni truccate sulla Renault

Al centro delle verifiche ci sarebbe la possibilità che la casa automobilistica francese abbia truccato i test sulle emissioni delle auto, come fatto dalla Volkswagen

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La divisione antifrode della polizia francese ha inviato i suoi agenti in alcuni stabilimenti industriali della casa automobilistica Renault. Gli impianti interessati dalle perquisizioni, secondo quanto reso noto dal sindacato Cgt, sarebbero quelli di Lardy, Guyancourt, Plessis-Robinson e Boulogne-Billancourt.

Secondo quanto riportato dai media francesi, al centro delle indagini ci sarebbe la possibilità che la Renault abbia usato un software sulle proprie auto per eludere i controlli sulle emissioni di gas, come fatto dalla casa automobilistica Volkswagen, per questa ragione al centro di uno scandalo nel settembre del 2015.

Sostanzialmente, il software che la Volkswagen aveva installato nelle auto, era in grado di riconoscere quando la vettura stava affrontando un test sulle emissioni e quando invece si trovava in una situazione di guida normale. Nel primo caso, le emissioni venivano fortemente limitate, per poi aumentare tra le dieci e le quaranta volte fuori dai test.

La Renault ha però smentito di aver usato un software di questo tipo, e ha chiarito che le perquisizioni non hanno trovato alcuna documentazione o prova a riguardo. Le forze dell’ordine hanno messo sotto sequestro diversi personal computer di dirigenti presso lo stabilimento di Lardy per poter effettuare ulteriori verifiche.

Le perquisizioni e la possibilità – comunque non confermata – che Renault abbia truccato le emissioni hanno portato al crollo in borsa del titolo della casa automobilistica francese così come dell’intero comparto auto.

Nella giornata del 14 gennaio Renault ha perso quasi 10 punti percentuali alla borsa di Parigi.