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Cose da sapere su Giulio Andreotti

Il 6 maggio del 2013 moriva uno dei protagonisti della vita politica italiana per tutta la seconda metà del Ventesimo secolo

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Il 6 maggio 2013 moriva a Roma Giulio Andreotti, protagonista della vita politica italiana per tutta la seconda metà del Ventesimo secolo ed esponente di primo piano della Democrazia Cristiana, il partito italiano ininterrottamente al governo dal dopoguerra al 1994.

Nato a Roma il 14 gennaio del 1919, Andreotti fu membro dell’Assemblea Costituente prima e del Parlamento italiano poi, tra il 1946 e il 2013. Fu, inoltre, a capo di sette governi, il primo nel 1972 e l’ultimo terminato nel 1992, e ministro della Repubblica per 21 volte.

Andreotti è stato anche sottoposto a processo per i suoi presunti rapporti con Cosa Nostra. Il processo si è concluso nel 2004 con una sentenza della corte di Cassazione che ha decretato la prescrizione per alcuni capi d’accusa e l’assoluzione per gli altri a suo carico.

Andreotti è stato inoltre processato come mandante dell’omicidio del giornalista italiano Mino Pecorelli, avvenuto nel 1979. Ma fu assolto definitivamente nel 2003.

Qui ci sono alcune cose, non necessariamente scontate, da sapere su Giulio Andreotti:

– La giornalista Oriana Fallaci ha riportato nel suo libro Intervista con la storia che un medico riferì ad Andreotti, durante la sua visita militare, che aveva ancora sei mesi di vita. Passati i sei mesi, Andreotti volle comunicare all’ufficiale sanitario di essere ancora vivo, ma scoprì che quest’ultimo era morto.

– Durante la seconda guerra mondiale entrò in confidenza con il politico democristiano Alcide De Gasperi, mentre quest’ultimo lavorava presso la Biblioteca Vaticana. De Gasperi fu un punto di riferimento fondamentale per la vita politica e personale di Andreotti, che fu anche sottosegretario alla presidenza del consiglio in diversi suoi governi. 

In occasione della riunificazione tedesca, Giulio Andreotti una volta disse“Amo talmente tanto la Germania che ne preferivo due”. 

– Secondo quanto riferito da Liliana De Curtis, figlia dell’attore italiano Antonio De Curtis, più noto come Totò, la scena del film del padre Totò a colori (1952), in cui l’attore duetta con l’immaginario onorevole Trombetta, sarebbe ispirata a un incontro avvenuto in treno tra Totò e Andreotti.

– Nel febbraio 1972 entrò in carica il primo governo guidato da Andreotti, che tuttavia dovette dimettersi solamente nove giorni dopo. Si tratta tutt’ora del governo rimasto in carica per meno tempo in pieni poteri.

(Giulio Andreotti in un’intervista del 1980 dal titolo Carte in tavola condotta dal giornalista italiano Enzo Biagi)

– Nel 1982 Giulio Andreotti ha partecipato al film Il tassinaro di Alberto Sordi, interpretando sé stesso.

– Nella storia uscita in un numero di Topolino del 1988 dal titolo Paperino portaborse compare la figura dell’onorevole Papeotti, liberamente ispirata a Giulio Andreotti.

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– Nel 2001 Andreotti contribuì a fondare il partito centrista Democrazia Europea insieme al sindacalista della Cisl Sergio D’Antoni. Il partito si sciolse l’anno successivo.

– Nel 2007 la senatrice dell’Italia dei Valori Franca Rame aveva iniziato uno sciopero della fame perché contraria all’allargamento della base militare statunitense di Vicenza. Giulio Andreotti le fece sapere con ironia che le avrebbe offerto la sua solidarietà, praticando anche lui lo sciopero della fame tra un pasto e l’altro.

(Una scena tratta da il film Il Divo, in cui l’attore italiano Toni Servillo interpreta Giulio Andreotti)


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– Nel 2008 il regista Paolo Sorrentino ha dedicato ad Andreotti il film Il Divo, vincitore di numerosi premi, tra cui anche quello della giuria del festival di Cannes. 

– Nel 2012 Giulio Andreotti è stato nominato presidente della Casa di Dante di Roma, l’istituzione culturale dedicata a Dante Alighieri che ha sede nella casa in cui il poeta fiorentino visse a Roma.

— Leggi: di Margaret Thatcher, che di certo non lo amava, Giulio Andreotti una volta disse: “La Thatcher è una donna di estrema intelligenza e di grande finezza, però ha un certo spirito autoritario con il quale è difficile stare insieme attorno a un tavolo”. 

(Una scena tratta da il film Il divo, che comprende anche “l’arrivo della corrente andreottiana”)