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Vivere su una barca in un canale di Londra

Il costo dell’affitto delle casa a Londra cresce vertiginosamente ogni anno. Per questo molte persone hanno trovato soluzioni alternative pur di rimanervi a vivere

Immagine di copertina

Il costo dell’affitto di un appartamento a Londra cresce continuamente di anno in anno. Molte persone hanno trovato in vere e proprie case galleggianti, le cosiddette houseboats, una soluzione alternativa per continuare a vivere nella capitale britannica.

Il numero delle houseboats nelle acque di Londra è aumentato fino a raddoppiare negli ultimi sette anni. Le autorità hanno stimato un incremento di “una nuova barca per ogni giorno lavorativo nell’ultimo anno”. Questa tendenza, la boat bubble, ha tuttavia provocato un innalzamento del prezzo delle imbarcazioni come diretta conseguenza del numero di richieste sempre più alto. 

Il fattore economico è solo uno dei motivi che spingono molte persone a scegliere le houseboats. Un’altra ragione fondamentale è la ricerca di un certo stile di vita. “Si fanno tante rinunce, ma è tutto ripagato da un’ampia libertà”, sostengono molti houseboaters.

Il fotoreportage racconta chi sono le persone che vivono nelle barche dei canali di Londra e dimostrare come da ambienti così ristretti possano emergere forti responsabilità individuali.

f27 è un’iniziativa fotografica nata nel novembre 2015. Si occupa di immortalare e raccontare diverse realtà urbane, prestando attenzione sia a storie individuali che di comunità. Il gruppo è costituito da: Marco Sconocchia, fotografo torinese che lavora a Londra da quattro anni, Andrea Pinna, nato in Sardegna e laureato in geologia, e Beatrice Tura, laureata in antropologia e sociologia urbana nel Regno Unito. Tutti e tre sono ora residenti a Londra.