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Pechino lancia il secondo allarme rosso in dieci giorni per lo smog

I meteorologi hanno avvertito che nel weekend del 19 dicembre le polveri sottili nell'aria saranno 20 volte superiori a quelle consentite

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Venerdì 18 dicembre, il Centro Meteorologico Nazionale di Pechino ha lanciato un nuovo allarme rosso per i livelli di smog dopo il primo diffuso il 7 dicembre nel paese.

La capitale cinese e la vasta area compresa tra la città di Xian, nel centro del paese, e Harbin, nel nordovest, saranno colpite da un alto tasso di inquinamento tra sabato 19 e martedì 22 dicembre.

Le autorità locali hanno consigliato ai cittadini di evitare ogni attività all’aperto e alle scuole di sospendere le lezioni.

L’allarme rosso – il più alto su un sistema a quattro livelli istituito due anni fa in Cina –  comporta anche una restrizione per quanto riguarda veicoli, fabbriche e lavori di costruzione.

Il governo ha promesso che prenderà provvedimenti per affrontare il continuo innalzamento dei livelli di inquinamento nella capitale e nel resto del paese.

Per Organizzazione mondiale per la sanità il livello massimo di microgrammi di polveri sottili nell’aria sopportato dal corpo umano senza conseguenze sarebbe di 25 per metro quadrato. L’8 dicembre a Pechino si sono raggiunti quasi 300 microgrammi e i meteorologi hanno previsto per il fine settimana del 19 dicembre circa 500 microgrammi per metro quadrato.

La notizia del nuovo allarme rosso a Pechino è stata accolta dai cittadini cinesi con molta apprensione ed esasperazione. 

Il presidente della capitale Cheng Xianke ha espresso la sua preoccupazione soprattutto per la salute di anziani e bambini. Ha inoltre dichiarato in un’intervista all’agenzia internazionale Reuters che il governo dovrebbe fare uno sforzo maggiore per trovare la giusta soluzione al problema.

(Qui sotto nell’immagine della BBC: il pronostico dei livelli di inquinamento dal 19 al 23 dicembre e le zone che verranno maggiormente colpite)

Un residente di Pechino, Fan Xiaoting, ha dichiarato che questo allarme probabilmente porterà ad uno stravolgimento degli orari scolastici della città e che le autorità stanno cercando di risolvere la situazione prima dell’entrata in vigore delle misure restrittive.

Molti cittadini si sono lamentati insistentemente con il governo sottolineando il fatto che sia riuscito a prevedere e a lanciare l’allarme, ma non a prendere le corrette misure per poter intervenire.

L’utilizzo del carbone nelle industrie ed i sistemi di riscaldamento – fortemente impiegati durante l’inverno – avrebbero largamente contribuito all’innalzamento dei livelli di inquinamento. La situazione sarebbe stata aggravata dalle condizioni meteorologiche e dalla posizione geografica della città.

La Cina, per l’energia, dipende ancora per il 60 per cento dal carbone, nonostante i grandi investimenti fatti dal paese in fonti di energia rinnovabili.