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L’Italia si oppone al rinnovo automatico delle sanzioni europee alla Russia

Il governo italiano avrebbe chiesto invece l’apertura di un dibattito politico. L’hanno dichiarato fonti diplomatiche

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L’Italia ha rigettato la proposta di rinnovo automatico per sei mesi delle sanzioni imposte dall’Europa alla Russia.

Durante la riunione di giovedì 10 dicembre del Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper), il governo italiano ha inoltre richiesto un dibattito politico a riguardo.

Le sanzioni europee erano state gradualmente messe in atto a partire dal marzo 2014, in seguito all’annessione della Crimea da parte della Russia e all’abbattimento dell’aereo della Malaysia Airlines provocato dai ribelli filo-russi.

Con la firma dell’accordo di Minsk, il 5 settembre 2014, i paesi europei avevano deciso di interrompere le sanzioni economiche solo nel caso in cui fossero state rispettate determinate condizioni, tra cui il cessate il fuoco e le riforme istituzionali in Ucraina. Non essendo, secondo l’Europa, ancora accaduto, le sanzioni dovrebbero essere rinnovate per altri sei mesi a dicembre 2015.

Le sanzioni imposte dall’Europa alla Russia limitano l’accesso ai mercati di capitali europei a tre grandi società russe attive nel settore energetico e altre tre in quello della difesa, ai cinque maggiori enti finanziari russi statali e alle loro filiali. Impongono un divieto di esportazione e di importazioni di armi, di esportazione per i beni militari o utilizzati come tali in Russia e limitano l’accesso russo a determinati servizi che possono essere usati per la produzione di petrolio.

I russi hanno risposto decidendo, dal 6 agosto 2014 in poi, di vietare l’ingresso a determinati prodotti agroalimentari esteri, tra cui frutta, verdura, formaggi, carne e salumi, provenienti da Unione europea, Stati Uniti, Australia, Canada e Norvegia.

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