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Cos’è il Giubileo di Roma, senza giri di parole

L'8 dicembre si è aperto il Giubileo straordinario della misericordia. Cos'è precisamente e cosa rappresenta per la Chiesa cattolica?

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L’8 dicembre 2015 ha avuto ufficialmente inizio il Giubileo straordinario della misericordia voluto da Papa Francesco. In cosa consiste precisamente questo evento e cosa rappresenta per il mondo cristiano?

COS’È IL GIUBILEO 

Il Giubileo è un periodo di circa un anno che la Chiesa cattolica dedica in primo luogo all’indulgenza plenaria – ovvero il perdono generale per i peccati -, alla conversione, alla penitenza – che rappresenta nel Cattolicesimo il sincero pentimento per i propri peccati – e alla riconciliazione, che rappresenta la conseguenza del pentimento.

L’anno giubilare è dedicato a Cristo e alla promozione della santità della vita ed è accompagnato da numerosi riti religiosi: anche per questa ragione è comunemente chiamato Anno Santo.

Per ottenere l’indulgenza plenaria, i fedeli devono passare attraverso una Porta Santa, principalmente quella delle quattro basiliche giubilari di Roma – San Pietro, San Paolo, Santa Maria Maggiore e San Giovanni – ma, in certi casi, anche altre designate nel resto del mondo.

PERCHÈ SI CHIAMA GIUBILEO

Il Giubileo prende il nome dal Giubileo ebraico, la tradizione riportata nell’Antico Testamento per cui ogni cinquant’anni la terra non veniva coltivata e gli schiavi venivano liberati, in modo da eliminare il più possibile le differenze tra i ricchi e i poveri nel nome dell’uguaglianza tra i figli d’Israele.

Questa tradizione prende a sua volta il nome dal termine ebraico Jobel, con cui veniva chiamato il corno di ariete che veniva suonato per dare inizio al Giubileo.

STORIA DEI GIUBILEI

Durante il Medioevo, nei secoli successivi all’anno 1000, era molto nota fra i pellegrini una voce – in alcun modo confermata dai documenti della Chiesa cattolica del tempo arrivati ai giorni nostri – per cui ogni cent’anni ci sarebbe stata un’indulgenza plenaria per tutti i fedeli che si fossero recati in pellegrinaggio alla Basilica di San Pietro a Roma.

Nel 1294, invece, Papa Celestino V istituì la festa della Perdonanza, una festività in base alla quale a ogni fedele che si sia già confessato e comunicato viene concessa l’indulgenza plenaria una volta varcata la soglia della Chiesa di Santa Maria di Collemaggio all’Aquila.

Furono questi i principali eventi precursori che portarono Papa Bonifacio VIII nel 1300 a promulgare la bolla pontificia Habet fida relatio con cui venne istituito per quell’anno il primo Giubileo universale della Chiesa cattolica.

La bolla prevedeva l’indulgenza plenaria per tutti i fedeli che, nel corso del 1300, fossero entrati nelle basiliche giubilari di Roma, al tempo San Pietro e San Paolo fuori le mura (cui successivamente sono state aggiunte San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore).

Bonifacio VIII nella bolla specificò che il Giubileo si sarebbe dovuto ripetere ogni 100 anni, e per l’occasione i pellegrini che raggiunsero Roma furono un numero altissimo, tale che per l’evento si dovette regolamentare il senso di marcia di chi passava sul ponte Sant’Angelo, il ponte di Roma più vicino a San Pietro. Il fatto viene citato da Dante nella Divina Commedia.

Successivamente la cadenza degli anni giubilari venne abbreviata prima a 50 anni, per renderla omogenea alla tradizione dei Giubilei ebraici, poi a 33 anni, ovvero la durata della vita terrena di Cristo, e quindi a 25 anni, cadenza attualmente in vigore.

Al fianco dei Giubilei ordinari, ogni Papa può convocare, motu proprio, un Giubileo straordinario al di fuori delle cadenze ordinarie: uno di questi è appunto il Giubileo della misericordia indetto da Papa Francesco.

Prima di questo, l’ultimo Giubileo straordinario si è svolto nel 1983 per celebrare i 1950 anni dalla redenzione messa in atto da Gesù Cristo, crocifisso nell’anno 33.

L’ultimo Giubileo ordinario, invece, è stato quello del 2000, svoltosi sotto Papa Giovanni Paolo II.

Quello della misericordia è in tutto il sessantacinquesimo Giubileo della storia della Chiesa Cattolica, sommando quelli ordinari e quelli straordinari dal 1300 a oggi. L’unica occasione in cui un Giubileo non si è svolto è stata nel 1800, quando l’occupazione di Roma da parte dell’esercito napoleonico e l’arresto del Papa da parte degli occupanti impedirono lo svolgimento dell’evento.

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QUANTO DURA IL GIUBILEO?

I Giubilei ordinari, in genere, durano dal Natale dell’anno precedente all’Epifania dell’anno successivo, dunque un periodo di poco superiore a un anno. Nel caso del Giubileo della misericordia i tempi sono leggermente diversi: dura infatti dall’8 dicembre del 2015 al 20 novembre del 2016.

LA PORTA SANTA

Ad accompagnare il Giubileo vi sono numerosi riti. Il primo è quello con cui si apre ufficialmente il Giubileo: l’apertura della Porta Santa. La porta si trova a San Pietro, solitamente è murata e viene aperta solamente durante gli anni giubilari.

Al momento dell’apertura, il Papa picchia tre volte con un martello d’argento e canta in latino Aperite mihi portas iustitiæ, “apritemi le porte della giustizia”.

Porte Sante si trovano inoltre in tutte le Basiliche Giubilari e in numerose chiese in giro per il mondo, in modo da agevolare anche i fedeli impossibilitati a raggiungere Roma.

Il Giubileo della misericordia ha avuto ufficialmente inizio nella Basilica di San Pietro, ma papa Francesco ha voluto simbolicamente inaugurarlo nella cattedrale di Bangui, in Repubblica Centrafricana, il 29 novembre del 2015.

Questo gesto, per quanto a livello di diritto canonico rappresenti l’apertura dell’Anno Santo nella sola diocesi di Bangui, rappresenta la prima volta nella storia in cui l’Anno Santo ha inizio fuori da Roma.

IL GIUBILEO DELLA MISERICORDIA

Papa Francesco ha annunciato il Giubileo straordinario della misericordia il 13 marzo 2015, poi ufficializzato ad aprile con la bolla pontificia Misericordiae Vultus.

Il Giubileo è stato indetto per tenere viva la consapevolezza della misericordia di Dio sulla Terra, come si legge nella bolla d’indizione. Il tema della misericordia è sempre stato caro a Papa Francesco, che già nel suo primo Angelus da pontefice citò il libro del Cardinale Walter Kasper Misericordia, definendolo un libro la cui lettura gli aveva “fatto tanto bene”.

Alla cerimonia di apertura del Giubileo è stato presente anche il Papa emerito Benedetto XVI: si tratta della prima volta che un Papa dimissionario partecipa a un simile evento, nonché la prima volta che si tiene un Giubileo con due Papi viventi.

Riguardo i Papi che hanno lasciato il proprio incarico e il Giubileo, c’è una particolarità: Papa Francesco è infatti il terzo Papa che succede a un Papa dimissionario a indire e presiedere un Giubileo.

Prima di lui, infatti, Bonifacio VIII – che successe al dimissionario Celestino V – presiedette il Giubileo del 1300, mentre nel 1423 fu Martino V – successore del dimissionario Gregorio XII – a presiedere il Giubileo di quell’anno.

Per quanto riguarda il Giubileo della misericordia, il Papa ha chiarito nella bolla d’indizione che per i pellegrini non è necessario recarsi a Roma ma si potrà celebrare anche rimanendo nelle proprie diocesi.