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Un villaggio è riemerso dalle acque di un lago dopo circa 30 anni
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Un villaggio è riemerso dalle acque di un lago dopo circa 30 anni

Villa Epecuén in Argentina appare oggi come un villaggio fantasma dopo che nel 1985 le acque di un lago salato lo sommersero

12 Nov. 2015

Il villaggio di Villa Epecuén in Argentina è riemerso dalle acque del lago salato in cui è rimasto inabissato per circa trent’anni.

Sorto nel 1920 nei terreni agricoli a 340 miglia a sud della capitale, Buenos Aires, Villa Epecuén diventò una rinomata meta turistica negli anni Settanta, quando la sua popolazione arrivò a superare i 5mila abitanti.

Le famose acque del lago – 10 volte più salate dell’oceano – attiravano in particolare i turisti provenienti dalla grande comunità ebraica presenta nella capitale, che si recavano al lago di Epecuén per gli effetti benefici prodotti dall’acqua salata. 

La leggenda narra che il lago si fosse formato dalle lacrime di una principessa indiana per il dolore di aver perso il proprio amato. Si dice che le acque di Epecuén – o “eterna primavera” – riuscissero a curare i reumatismi, le malattie della pelle e l’anemia. 

Il villaggio prosperò per decenni prima che il lago, il 10 novembre 1985, straripasse e inondasse l’intera area. In pochi giorni, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa internazionale Associated Press, le case degli abitanti furono sommerse sotto quasi 10 metri di acqua salata altamente corrosiva. 

L’inabissamento pare sia stato dovuto a un temporale molto violento, che colpì il villaggio qualche anno prima e fu seguito da una serie di inverni particolarmente umidi. 

Il villaggio ha iniziato a riemergere nel 2009, quando le acque hanno cominciato a ritirarsi. Ora Villa Epecuén è quasi completamente riemerso, dando vita a uno scenario post-apocalittico, in cui abita un solo uomo, Pablo Novak, 82 anni, che si è rifiutato di abbandonare il villaggio e che ora accoglie le persone che visitano i suoi luoghi distrutti.

“Sto bene qui”, ha detto Novak. “Sto da solo. Leggo il giornale. E penso sempre ai momenti d’oro di questo posto, tornando con la mente agli anni Sessanta e Settanta”.

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